I pericoli non vengono da una riforma in senso presidenziale, ma dal potere ridotto a burocrazia

20 Ago 2022 18:35 - di Antonio Saccà
Presidenzialismo

Il dibattito sulla presidenzialità, sulla Repubblica Presidenziale nelle varie forme assume aspetti deludenti specialmente nel nostro Paese nel quale  si crede che ogni potere individualizzato sia pericoloso, autoritario. Ma l’uomo ha bisogno di individualizzare il potere, l’ascendente di una personalità  suscitatrice di energie immense in una popolazion; un potere non soltanto istituzionalizzato, burocratizzato,che non  ha presa sulla gente. E’ vero che un potere personalizzato può arrecare forme dominanti, paterne in senso negativo ma è anche vero l’opposto: può suscitare energie straordinarie riposte, non stimolate dai  soggetti amorfi lettori di testi a compitino senza moto interno.

Presidenzialismo: figure carismatiche e libertà

Il vigore del padre è duplice, come sappiamo, da un lato è il padre dominante che impedisce ai figli libertà ma dall’altro è il padre esemplare, l’ideale dell’io, per dirlo  in termini psicoanalitici: quindi non vale discutere sull’argomento in astratto, ma vedere quello che accade. La storia ha manifestato figure carismatiche in sembiante positivo, Alessandro il Macedone, Giulio Cesare, per certi aspetti Napoleone, Wiston Churchill, figure carismatiche. Sono esempi al minimo. Occorre cautela nei giudizi, non c’è di mezzo  la libertà se vi è una personalità carismatica.

La libertà si è persa  nella burocratizzazione del potere

La libertà si può perdere anche e soprattutto nella burocratizzazione del  potere reso amministrativo; una minutaglia di tran tran che paralizza la società.Il potere burocratico amministrato da personaggi essiccati,totale mancanze di effervescenza propositiva considerata irrazionale, la polita ridotta a funzionarietà. Alla lunga i “competenti”, gli esecutori, i funzionari privi di idealità perdono relazione con il popolo. E di solito, appunto, nei periodi di crisi emerge la personalità carismatica. La Repubblica Presidenziale costituisce una variante istituzionale del vero punto di raggiungimento:una personalità, “una” personalità responsabile con la quale avere relazione Io/Popolo. La preoccupazione infima è temere la Repubblica Presidenziale.

I veri pericoli non vengono da un riforma in senso presidenziale

La cura massima invece sta nello scegliere una individualità traente, che incarna la nazione, la civiltà , indicativa e suscitatrice dell’ideale dell’io individuale e sociale. La politica è una  emanazione della vita, movimento dell’animo. Anche senza raggiungere le tesi estreme di Sigmund Freud che  vedeva la politica come un aspetto dell’erotismo familiare generalizzato,cioè il rapporto  solito padre/ figlio trasferito in rapporto cittadino/capo politico: qualcosa di reale sussiste in questa visione, ci si innamora del Capo. Assolutamente, una situazione problematica, si possono volgere a scopi orrendi l’obbedienza e la presa che una individualità suscita sulle masse. Ma è vero anche l’opposto, volgere il popolo a scopi di rinascenza sovrastante, dal fondo alle cime. Oltretutto, per attualizzare la concezione di Freud, oggi il pericolo non è l’individualità carismatica o il suo sembiante, la Repubblica Presidenziale, il Presidente  in  contatto con il popolo. L’orrore disumanizzante è il personaggio enfiato dai  mezzi di comunicazione, il politico amministrativo,  poteri burocraticizzati con  funzionari che non pongono niente di sé nella politica ridotta a pratica di numeri dispensati, largiti senza una visione suscitatrice di energie della Nazione.

Come ridare alla politica una forza trainante per i cittadini

Come se un moto d’animazione fosse irrazionalità e gli uomini trasformati in pedine legnose. Bisogna riportare la politica nel suo alveo filosofico e umanistico. Personalità suscitatrici. Nessun timore  di una Repubblica Presidenziale con tratti carismatici, perché ovviamente  la Repubblica Presidenziale si incarna ed una personalità attrattiva è un vantaggio incomparabile specie nei momenti di crisi. Si comprende la disaffezione del cittadino verso la politica se non vi è unione umanizzata tra il cittadino e chi lo rappresenta. Manca quell’ ideale dell’io, insisto, elemento sostanziale della vita sociale. L’uomo ha bisogno di ammirare ,se non c’è l’ammirazione non c’è trasporto verso il fare, ammirazione verso il maestro dello studente a scegliere la materia che il maestro insegna, del cittadino verso il politico, e così in tutto. Da Platone a Freud, lo sappiamo.

Carisma e fiducia

In periodi recentissimi vi  è il tentativo di trasformare la politica in amministrazione economica  gestita da funzionari. Nell’auspicio voluto di un cambiamento nelle venture elezioni,  fondamentale sarà “questo” presidenzialismo, una persona nella quale  poniamo fiducia. Non sempre  di recente si è avuto convinzione che i  governanti curassero opportunamente gli interessi  nazionali. All’interno della Repubblica Presidenziale occorre l’essenza della repubblica presidenziale, la personalità che la incarna, una personalità che deve ispirare  fiducia anche, soprattutto nel chiedere sacrifici. Sarà il punto nucleare. Situazioni difficili ne  vivremo, talune personalità hanno chiesto ai cittadini “ lacrime e sangue”, e i cittadini hanno offerto se stessi perché credevano in chi li richiedeva. Forse per noi non vi sarà tale drammaticità. Ma se Repubblica Presidenziale ha da essere sia possibilmente anche carismatica. E  ci sottragga alla Repubblica dei “grandi commessi” incapaci di smuovere l’entusiasmo  e ridestare alla salvezza chi può soccombere. In nome di una burocratizzazione della politica che falsa le situazioni per fingere una tranquillità risolutiva inesistente.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

SUGERITI DA TABOOLA