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Pa, Meloni: “In 4 anni 20 rinnovi contrattuali firmati. Ecco cos’è il rispetto per chi lavora”
Una media di aumento in busta di paga di 150 euro mensili. Persino la Cgil di Landini ha siglato alcuni accordi
Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, rivendica con orgoglio il grande impegno del governo nella contrattazione pubblica. Elenca in un post su X i 48 rinnovi contrattuali di questa legislatura, molti siglati anche dalla Cgil, l’ultimo dei quali riguarda il comparto degli enti locali. Per i lavoratori pubblici le buste paga diventano pesanti. Con aumenti di 150 euro mensili. Politiche molto diverse da quelle viste negli anni, come i “bonus” cari al Pd di Renzi.
Le parole del presidente del Consiglio
“Dietro le parole ‘pubblico impiego-scrive Giorgia Meloni sui social- ci sono persone precise: l’infermiere del turno di notte, la maestra di tuo figlio, l’impiegato allo sportello. Per anni queste persone hanno lavorato con contratti scaduti da tempo, aspettando un rinnovo che arrivava con anni di ritardo e aumenti che, nel frattempo, avevano perso valore. Abbiamo cambiato registro: venti rinnovi contrattuali firmati – solo in Aran, in totale sarebbero 48 – in quattro anni, con tempi di rinnovo medi passati da venti a sei mesi. Non è un dettaglio tecnico. E’ rispetto”.
I contratti firmati: dagli insegnanti agli infermieri ai poliziotti
In quattro anni sono stati firmati 48 rinnovi contrattuali totali, di cui 20 siglati direttamente all’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni). La misura riguarda il personale della pubblica amministrazione che operava con contratti scaduti, inclusi insegnanti, infermieri e impiegati comunali. Il governo ha sottolineato che i tempi medi per completare le procedure di rinnovo sono scesi da venti a sei mesi, accelerando l’erogazione degli aumenti salariali a tutela del potere d’acquisto dei dipendenti.
Per le Forze dell’Ordine è stato appena siglato il rinnovo del contratto per il Comparto Sicurezza e Difesa relativo al triennio 2025-2027. Questo accordo si inserisce nella strategia di accelerazione dei contratti pubblici e segue di soli 18 mesi la precedente intesa (relativa al triennio 2022-2024), portando benefici a circa 430.000 lavoratori tra Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e Forze Armate.
Molti contratti li ha sottoscritti pure Landini
Persino la Cgil, che ad agosto annuncia già di mobilitarsi contro la finanziaria, ha firmato diversi contratti di rinnovo con il governo. Ha siglato quello relativo agli enti locali, con Landini che ne ha elogiato le finalità, e, pur non mancando di fare le sue critiche, ha sottoscritto quello relativo alle forze dell’ordine. Ancora più ampia la disponibilità da parte di Cisl e Uil che hanno collaborato fattivamente con l’esecutivo per arrivare al risultato finale.
La narrazione falsa
Per anni la sinistra ha dipinto il centrodestra come una forza politica “nemica dei dipendenti pubblici”. Una narrazione del tutto falsa, confermata dall’impegno di questi anni verso categorie, si pensi al mondo della scuola, che i governi a guida progressista avevano sempre trascurato.
Cifre diverse dai 40 euro di Renzi
Matteo Renzi raggiunse il 40% con il Pd alle europee del 2014 con una detassazione che portava 40 euro in più in busta paga ai dipendenti. Per gli impiegati comunali si arriva a un aumento di 150 euro mensili. 180 invece per le forze dell’ordine e gli insegnanti, con annessi arretrati. Cifre molto diverse quelle destinate dal governo Meloni ai lavoratori.