Ucraina, la Russia sferra l’attacco all’Est del Paese: «È un inferno». Missili su Kharkiv e Mykolaiv

19 Apr 2022 8:41 - di Mia Fenice
Ucraina

I russi hanno sferrato l’attacco all’Est dell’Ucraina. «Possiamo dire che la Russia ha iniziato la battaglia per il Donbass», ha detto ieri sera Volodymyr Zelensky. Alle 15.45 ora italiana il presidente americano Joe Biden avrà una nuova telefonata in videconferenza con i leader dei Paesi alleati e partner per discutere del sostegno all’Ucraina.

Ucraina, il governatore di Luhansk: «È un inferno»

E il governatore della regione di Luhansk, Sergei Haidai, ha confermato  che l’offensiva delle truppe russe contro l’Ucraina orientale “è iniziata”. «È un inferno. L’offensiva è iniziata, quella di cui si parla da settimane», ha detto su Facebook, come riporta l’Ansa.it. «Ci sono combattimenti a Rubizhne e Popasna, combattimenti incessanti in altre pacifiche città», ha proseguito.

Ucraina, il governatore Luhansk: «Kreminna sotto il controllo dei russi»

E poi ha aggiunto che la città di Kreminna è «sfortunatamente sotto il controllo degli orchi» russi. Mentre il capo dell’amministrazione militare della città, Oleksandr Dunets, ha riferito che «i combattimenti continuano in periferia». Quattro persone sono morte, uccise dai colpi russi, mentre cercavano di scappare, ha reso noto l’esercito ucraino. Kreminna si trova una cinquantina di chilometri a nordest di Kramatorsk, capoluogo del Donbass. Nelle prime ore della notte missili su Kharkiv e Mykolaiv. Come si legge sul sito dell’Ansa.it, diverse esplosioni sono state sentite nelle prime ore della notte a Mykolaiv, a est di Odessa. Bombardamenti sono stati segnalati anche a Kharkiv.

Le forze ucraine hanno colpito un villaggio russo al confine

Notizie di danni e feriti sono arrivate anche dal territorio russo: le forze ucraine hanno colpito un villaggio russo al confine. Lo ha denunciato il governatore della provincia di Belgorod, Vyacheslav Gladkov, sostenendo che una persona è rimasta ferita. Nei giorni scorsi la Russia ha denunciato più volte attacchi russi oltreconfine.

Ucraina, prosegue l’assedio di Mariupol

Prosegue intanto l’assedio di Mariupol. Come riporta ancora il sito dell’Ansa.it, sono almeno 1.000 i civili che si stanno nascondendo nei rifugi sotto l’acciaieria Azovstal, per lo più donne con bambini e anziani, afferma su Telegram il Consiglio comunale della città portuale. E il sindaco Vadym Boichenko ha detto che circa 40.000 civili sono stati «deportati con la forza» dalla città verso la Russia o le regioni dell’Ucraina controllate dai russi. Numeri che sono stati «verificati attraverso il registro municipale», ha spiegato il primo cittadino.

Il sindaco di Mariupol: «Il 90% della città è distrutta»

 Il sindaco di Mariupol, Vadym Boichenko, ospite di Controcorrente su Retequattro poi aggiunge altri particolari. «Il 90% della città è distrutta. Il 60% sono i risultati dell’artiglieria del nemico, che ha distrutto le nostre vite. Il 40% delle abitazioni non potranno più essere ricostruite e purtroppo dobbiamo aggiungere anche il genocidio perpetrato dalla Federazione russa a Mariupol, dove più di 20mila persone sono state uccise». Il primo cittadino usa il termine “genocidio” affermando che «oggi abbiamo diverse testimonianze dei crimini che la Federazione russa ha fatto sul territorio della nostra città».

L’appello a Papa Francesco

«Voglio rivolgermi a Papa Francesco, affinché lui si ponga l’obiettivo, che coincide con il nostro, di salvare la nostra fede e i nostri cittadini, che chiedono alla comunità internazionale di ottenere la possibilità di lasciare questa città assediata e chiedo a tutti di unirsi a garantire la loro salvezza», aggiunge.

«Abbiamo sentito molte cose che diffonde la propaganda russa per disorientare i cittadini di Mariupol. Oggi lavoriamo con l’amministrazione militare con un solo obiettivo: dare la possibilità ai nostri cittadini di essere liberati da questo assedio e da questa occupazione», prosegue.

Azov: centinaia i civili nascosti nell’acciaieria

In un video pubblicato su Telegram il comandante del reggimento Azov, Denis Prokopenko  dice che in questo momento, a Mariupol, centinaia di civili si stanno rifugiando presso l’acciaieria “Azovstal”.  Tra loro ci sono persone di tutte le età, donne, bambini, famiglie di difensori di Mariupol, che hanno trovato qui l’unico rifugio disponibile accanto ai soldati ucraini, che stanno ancora difendendo la città dagli invasori russi». E poi riferisce che «i russi utilizzano bombe aere e tutti i tipi di artiglieria, sia terrestre che navale, per attacchi indiscriminati». Prokopenko si rivolge «ai politici di tutto il mondo civile, esortandoli a organizzare un vero e proprio “corridoio verde”, assicurarne la sicurezza e provvedere all’immediata evacuazione e protezione dei civili, dei soldati feriti e dei corpi dei soldati morti, per seppellirli con onore».

 

 

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