“Non rispettate il ramadan”, e scatta il pestaggio in strada: nordafricani aggrediscono due egiziani cattolici

mercoledì 20 Aprile 14:57 - di Martino Della Costa
nordafricani

Hanno una croce al collo e uno dei due sta fumando una sigaretta. Un gruppo di nordafricani si avvicina minaccioso: «Non rispettate il Ramadan», e scatta il pestaggio in strada. Li hanno intercettati. Poi si sono avvicinati furiosamente, e dagli insulti all’aggressione sono passati solo pochi istanti. Ramadan violato, l’accusa del gruppo in spedizione punitiva. Un manipolo di sconosciuti che, individuati i due “trasgressori”, hanno preso a sferrare pugni, calci e ogni genere di invettiva fisica implicita in un attacco a freddo contro i due poveri malcapitati: due egiziani copti di 62 e 71 anni.

Torino, due egiziani copti aggrediti da nordafricani in strada

Succede tutto per le strade di Torino, città multietnica tra le più “ospitali”, nel giorno di Pasquetta. Le vittime sono due signori egiziani di religione cristiano copta, divenuti il bersaglio dei violenti, indossavano vistose croci (“forse sono stati avvicinati per questo”, spiega la figlia del più giovane e Torino Today che denuncia l’accaduto), e uno dei due stava fumando una sigaretta… Tanto è bastato per subire l’assalto, gli insulti e la punizione fisica al grido dell’accusa: “Non rispettate il ramadan”. E perché i due finissero la giornata all’ospedale Giovanni Bosco dove sono stati medicati e dimessi con alcuni giorni di prognosi.

La brutalità dell’aggressione e lo sconcerto delle sue motivazioni

Nel frattempo la banda di giustizieri – descritti come nordafricani – si è dileguata per le vie della città. Già, perché all’arrivo della pattuglia di polizia, il gruppo aveva già lasciato la scena del crimine… Le vittime sporgeranno denuncia nei prossimi giorni, fa sapere Davide Petrizzelli che ha ricostruito la vicenda su TorinoToday. Resta lo choc per l’aggressione subìta e lo sconcerto per le sue motivazioni. Uno sgomento che la figlia di uno dei due egiziani pestati eleva al quadrato, esprimendo al sito che ha raccolto la sua denuncia, tutta la sua indignazione.

Questo succede in Egitto, ma qua… La denuncia della figlia di una vittima

«La mia famiglia vive qui da 40 anni» racconta la ragazza a Torino Today. Proseguendo: «Mio padre ha fatto l’attivista contro abusi che le comunità copte sono costrette a subire in Egitto. Sostengo sia inaccettabile, dopo una vita di lotte per la libertà di culto, di opinione e di professione religiosa, che si arrivi qua in Italia (culla di tali principi) e si ottenga lo stesso trattamento di quei paesi non ancora democraticizzati nel quale non si conosce ancora il significato di libertà religiosa e laicità».

Nordafricani pestano due egiziani in strada: i precedenti

Già, perché quanto accaduto al padre e allo zio, è in parte successo anche a lei. E lo racconta: «In passato anche io sono stata aggredita verbalmente a Torino centro in periodo di ramadan poiché indossavo un vestito blu». Non solo. Più recentemente, prosegue la giovane immigrata, «questo è capitato anche a un amico di famiglia, attaccato perché stava mangiando». Inaccettabile. Non ci sono altre parole per commentare…

 

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