C’è la fine del Ramadan. E l’Italia diventa una moschea a cielo aperto

martedì 4 giugno 16:42 - di Federica Parbuoni

Strade bloccate e traffico in tilt: in molte città d’Italia la fine del Ramadan, il mese sacro per i musulmani, si è trasformata in un’occasione di disagio per i cittadini. Intere piazze sono diventate moschee a cielo aperto, con centinaia di fedeli riversati in strada a pregare. Una scena che si è ripetuta, con maggiore o minore impatto sulla vita cittadina, praticamente lungo tutta l’Italia, da Torino a Palermo e con Roma in prima fila.

Moschee a cielo aperto a Torino, Milano e Palermo

A Torino la grande preghiera collettiva islamica si è svolta al parco Dora, con ripercussioni pesanti su piazza Baldissera, nodo strategico e delicatissimo della viabilità cittadina. Complice anche la visita in città del premier, Giuseppe Conte, nella zona si sono registrate file a passo d’uomo e macchine rimaste bloccate intorno alla rotonda anche per mezz’ora. Anche perché l’orario della preghiera non era dei più felici: 8.30, nel pieno dell’ora di punta. A Milano a trasformarsi in moschea è stato il centro sportivo Sant’Ambrogio, che ha radunato centinaia di fedeli, mentre a Palermo è toccato al piazzale antistante il Foro Italico, dove si è presentato anche il sindaco Leoluca Orlando, che, insieme all’assessore alle Culture, Adham Darawsh, aveva già mandato un messaggio di auguri alla comunità islamica in occasione dell’apertura del Ramadan: «Che il sacro mese del Ramadan sia generoso per tutta la nostra comunità cittadina, all’interno della quale i cittadini musulmani sono una componente essenziale e vitale».

A Roma Ramadan in piazza con proteste

Diverse, poi, le piazze di Roma in cui si sono segnalate adunate di preghiera islamica. Fra le altre anche le centralissime piazza Vittorio, cuore del quartiere multietnico Esquilino, e piazza Mastai, al centro di Trastevere, che invece non è un quartiere multietnico e che non era mai stato prima teatro di moschee improvvisate. Non è escluso che in questa novità abbia avuto un ruolo la protesta islamica inscenata dopo la chiusura di una moschea abusiva a Tor Pignattara. Nelle ultime settimane, infatti, già altre piazze e strade sono state palcoscenico della protesta con riti legati al Ramadan, dalla preghiera con lo sguardo rivolto a La Mecca fino all’Iftar, la cerimonia che prevede la preghiera di fine giornata e il pasto che rompe il digiuno. Del resto, per la fine del Ramadan esiste un appuntamento ufficiale che potrebbe riunione la comunità islamica in un luogo consono: la festa organizzata per domani alla Grande moschea di Roma.

(In apertura, la fine del Ramadan a piazza Vittorio a Roma. Foto di Andrea Koveos)

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  • MICHELE MASTROMARINO 4 giugno 2019

    Saremo eternamente grati alla peggiore sinistra che abbia mai avuto il nostro Paese.

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