Biloslavo: “La diplomazia Onu procede ‘a passo di lumaca’. Sono preoccupato, siamo a rischio”

giovedì 28 Aprile 17:56 - di Adriana De Conto
Biloslavo

Tornato in Italia dall’Ucraina ho preso il treno per tornare nella città in cui vivo, Trieste, che passa lungo la costa a picco sul mare e mi fa vedere uno splendido panorama. Chiudo gli occhi e mi tornano in mente i momenti più drammatici del reportage. Poi li riapro e penso quanto siamo fortunati a vivere in pace da 70 anni. Purtroppo, una fortuna fragile, troppo fragile. Ora infatti bisogna dire quanto fortunati ‘eravamo’, perché la guerra è nel cuore dell’Europa, ed io continuo a temere che questa guerra possa allargarsi, e che possa coinvolgerci direttamente“. Sono le impressioni a caldo che regala all’Adnkronos Fausto Biloslavo, il “signore” dei nostri inviati di guerra, che in  Ucraina per conto di Mediaset e Il Giornale, appena rientrato in Italia dopo due mesi di guerra ed ora in viaggio verso casa.

Fausto Biloslavo: “Pace fragile, siamo a rischio”

Per ogni sera è stato il punto di riferimento di tutti i talk show di approfondimento sulla guerra. “L’Italia ora è un Paese in cui potremmo trovarci in conflitto da un momento all’altro per via dell’articolo 5 della Nato -dice senza mezzi termini Biloslavo-: perché se qualche struttura della Nato viene colpita, automaticamente siamo in guerra“. Il cronista, di ritorno dopo un lavoro massacrante e pericoloso, non fa mistero della sua opinione sull’atteggiamento del governo italiano e dell’Europa riguardo al conflitto: “La mia opinione, prima di tutto, è che non possiamo abbandonare gli ucraini -ci tiene a chiarire-.  Ci chiedono armi perché devono riconquistare terreno, perché fino adesso hanno riconquistato il terreno che i russi hanno abbandonato. Ma – insiste- devono riconquistare altro terreno e difendere altri territori, come Odessa e Kharkiv, la seconda città del Paese. Non possiamo abbandonarli davanti ad un’invasione“. Primo punto.

Biloslavo: “Puntare su una mediazione di grande valore simbolico”

Però, analizza l’inviato, che ha una grande esperienza su vari fronti di guerra in 40 anni di carriera: “in egual maniera siamo molto latenti. Carenti, direi colpevoli, sul fatto che abbiamo dimenticato, più o meno volutamente, la via negoziale, la trattativa. All’inizio sembrava che si incontrassero e fossero già ad un certo punto, poi è sparito tutto”. E sulla visita del segretario dell’Onu Guterres a Putin, Biloslavo è tranchant: Biloslavo: “La diplomazia Onu procede ‘a passo di lumaca’. Sono preoccupato, siamo a rischio”‘, perché dopo due mesi è arrivato appena a Mosca, di questo passo ci metterà altri vent’anni per trovare una soluzione, quindi è del tutto inutile”, dice. Ci sono altre strade da percorrere?, è la domanda che tuti ora si fanno: “Forse bisognerebbe – spiega all’Adnkronos- puntare sulla vecchia strada: quindi un membro della Nato che pur io non amo, il sultano Erdogan della Turchia -osserva-. Oppure una completa nuova mediazione di peso e di grande valore simbolico come il Papa. Perché questa guerra deve essere fermata prima che diventi mondiale”.

Sono queste ultime parole a destare molta apprensione, in quanto pronunciate da un giornalista mai incline alla drammatizzazione. Il rischio di una terza guerra mondiale “non lo vedo troppo lontano. Vedo lontano un conflitto nucleare, che ovviamente sarebbe la fine di tutto e di tutti: ma un allargamento è già nei fatti. Basta vedere la Transnistria, la Moldova, la stessa Polonia con l’arma del gas. E soprattutto con quello che dice Putin, dal suo punto di vista: ‘ok, mandate le armi? E noi vi colpiremo, e colpiremo queste armi'”. Insomma, “se la diplomazia va alla velocità di una lumaca, invece l’allargamento militare sul terreno è purtroppo drammaticamente veloce”, conclude amaramente Biloslavo.

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