Biloslavo, il video inviato al Premio Caravella: “Lo dedico ad Almerigo Grilz, mio angelo custode”

giovedì 21 Aprile 19:02 - di Adriana De Conto

Memoria, cultura, storia, arte e giornalismo di alto profilo. Il Premio Caravella Natale di Roma ha fatto centro di nuovo in una serata intensa e densa di contenuti ideali. Personalità d’eccezione umanamente e professionalmente hanno ricevuto il prestigioso Premio ospitato dalla Fondazione Alleanza Nazionale,  che Domenico Gramazio ha voluto rinverdire e vivificare. Tra questi premiati spicca il nome di Fausto Biloslavo. Particolarmente toccante il video che ha inviato  il “signore” dei nostri inviati di guerra, al quale è stato assegnato il riconoscimento. Lui, in una situazione precaria e pericolosa tra sinistre sirene di guerra, ha trovato modo di inviarci il suo ringraziamento. Un filmato prezioso. Quanto preziose e impeccabili sono i suoi reportage dalla guerra in Ucraina.

Biloslavo: “Dedico questo premio ad Almerigo e agli amici perduti”

“Sono onorato. Questo premio è anche uno sprone. Ho sentito il sibilo delle granate , ho rischiato la vita da 40 anni in una professione nella quale devo molto al mio amico Almerigo Grilz, morto in Monzambico”.  E’ stato il primo reporter di guerra italiano a cadere ucciso il 19 maggio 1987 su un fronte di conflitto dopo la seconda guerra mondiale. Biloslavo lo ha voluto ricordare in questa occasione “come un fratello maggiore”,  regalandoci parole commoventi. “Ho perso lui e altri amici nel corso della mia vita professionale. Voglio pensare che loro siano degli angeli custodi, li sento a me vicini. Questo premio lo dedico a loro”.

“Almerigo e gli amici perduti, i miei angeli custodi”

Ha ritirato il premio per l’inviato in Ucraina un altro collega di valore, Andrea Pucci, figlio “d’arte” di Mario Pucci, già redattore capo del Secolo d’Italia. Andrea, una carriera prestigiosa, ora è coordinatore dei servizi del TgCom 24 sulla reti Mediaset. “Esempio di correttezza giornalistica”. Biloslavo si è detto onorato che il suo premio fosse consegnato nelle mani di un professioniata mai dimentico del senso di apparteneza e dello spirito di comunità. “Sto raccontando una guerra che mai mi sarei aspettato di dover raccontare, scoppiata nel cuore dell’Europa- ha detto– Grazie a tutti”, si è congedato con la semplicità dei grandi professionisti. Per continuare a raccontarci ogni sera, gli orrori del conflitto.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *