Anpi, Veneziani: «Perché solo ora ci si accorge che senza partigiani non può parlare di resistenza?»

19 Apr 2022 13:46 - di Redazione
Veneziani

In un tempo segnato da una «verità decodificata» ogni «dissidenza» è un fatto «positivo». Il giornalista e scrittore Marcello Veneziani giudica così, conversando con l’AdnKronos, le polemiche che alla vigilia della Festa della Liberazione stanno coinvolgendo l’Anpi e il suo presidente Gianfranco Pagliarulo. Polemiche nate dalle posizioni assunte dall’Associazione che rifiuta la presenza delle bandiere della Nato nelle sfilate del 25 Aprile e che si è detta contraria all’invio delle armi all’Ucraina. Veneziani rivela di aver seguito «con distaccato divertimento» il dibattito pubblico. Ma questo non gli impedisce di rimarcare quanto sia «grottesco pensare che ci possa essere l’Anpi senza i partigiani».

Così Veneziani all’AdnKronos

E aggiunge: «Solo adesso il mainstream ha scoperto che l’Anpi non formata da partigiani non ha nessun titolo per parlare a nome della Resistenza. Inoltre, scoprono solo adesso che l’Anpi sostiene cose difformi rispetto alla verità codificata dei nostri giorni. Bisogna dire per forza quella verità, altrimenti si è fuori». La tesi sposata dall’Anpi di fronte alla guerra in Ucraina e al comportamento da tenere da parte delle democrazie occidentali è per lo scrittore-saggista un fatto da non sottovalutare. «Anche perché – spiega Veneziani – in un’epoca di uniformità in cui sta sparendo ogni pensiero divergente, ogni dissidenza, vedere qualunque soggetto che esprima un’opinione diversa, argomentandola, credo sia un fatto positivo».

«Trasformismo globale»

Una valutazione che riguarda soprattutto il metodo. «Poi nello specifico – aggiunge, infatti – si può concordare o dissentire, si può ritenere velleitario il pacifismo. Però non si può negare che c’è una coerenza di posizione anche rispetto a quello che avevano sostenuto ai tempi in cui attaccavano l’Ucraina parlando appunto della presenza nazista all’interno del Paese. È curioso – annota Veneziani – che questo all’epoca sia passato inosservato e pacifico perché magari quasi tutti la pensavano in quel modo. Adesso che i nazisti presunti sono diventati i salvatori del mondo allora diventa un’affermazione che bisogna deplorare». E conclude: «Mi sembra curioso questo trasformismo globale».

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