Russia, sacerdote arrestato per una predica contro la guerra. Dovrà difendere credo e parole in tribunale

lunedì 7 Marzo 10:44 - di Lorenza Mariani
sacerdote arrestato Russia

E successo anche questo: un sacerdote è stato arrestato in Russia per aver tenuto un sermone contro la guerra e per aver condiviso immagini delle distruzioni in Ucraina in una petizione online. Si chiama padre Ioann Burdin, e secondo Andrey Zakharov, giornalista di Bbc Russia, anche la sua è una delle voci che Putin ha messo a tacere. In base a quanto ha denunciato il cronista dell’emittente britannica, sulla base di quanto ha riferito un gruppo di attivisti russi, per il sacerdote – che domenica aveva tenuto un sermone contro la guerra – sono scattate le manette. Il bavaglio del silenzio. La scure della repressione. Una vicenda che registra l’ennesimo scempio che riverbera l’orrore della guerra d’invasione russa, e che il Tgcom24 registra. Riportando la lettera aperta ai fedeli e l’appello alla pace costati l’arresto al religioso di stanza nel villaggio di Karabanovo.

Russia, la polizia arresta un sacerdote che ha predicato contro la guerra

Tanto è bastato: un sermone rivolto a una piccola congregazione – erano appena dieci i fedeli raccolti nella parrocchia –. Una predica contro la guerra in cui padre Burdin ha denunciato i bombardamenti e le distruzioni in corso nelle città ucraine. Una denuncia che il religioso ha rilanciato anche condividendo sul sito web della parrocchia immagini contro la guerra e una petizione. Ma su cui potrebbe aver gravato anche una lettera aperta ai fedeli che il sacerdote ha scritto ancora prima, al collega Gieorg Edelstein, già la mattina del 24 febbraio, quando le truppe russe hanno attaccato l’Ucraina.

Il sacerdote nel mirino anche per una lettera aperta ai fedeli…

Una lettera aperta – che il Tgcom24 rende nota – in cui il sacerdote denunciava: «Sono in corso bombardamenti su Kiev, Odessa, Kharkiv, Mariupol e altre città ucraine. I soldati russi uccidono i loro fratelli e sorelle in Cristo. Noi cristiani non possiamo restare lontani quando un fratello uccide un fratello, un cristiano un altro cristiano». invitando la platea di fedeli a «non chiudere timidamente gli occhi e chiamare “nero” il bianco. “Male” il buono. Dire che probabilmente Abele aveva torto nel provocare suo fratello maggiore». E concludendo che: «Il sangue del popolo ucraino rimarrà sulle mani non solo dei governanti della Federazione Russa e dei soldati che eseguono questo ordine. Il loro sangue è sulle mani di ognuno di noi che ha sostenuto questa guerra. O, semplicemente, ha taciuto».

Sacerdote arrestato per un sermone contro la guerra: oggi sarà in tribunale

Un sacerdote coraggioso, evidentemente attenzionato da un po’ dalle autorità russe. Che per aver predicato contro la guerra e ricordato il sacrificio delle sue vittime, si ritrova arrestato. E oggi stesso dovrà presentarsi in tribunale. Dove dovrà spiegare perché, nel rapporto che la polizia russa ha redatto e allegato al suo fermo, si legge che padre Ioann «ha screditato le forze militari russe, raccontando ai dieci fedeli presenti l’assassinio degli abitanti dell’Ucraina»…

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