L’esempio di Oksana: dopo le bombe canta l’inno ucraino in lacrime mentre toglie le schegge (video)

martedì 1 Marzo 12:15 - di Laura Ferrari
Oksana

Lei si chiama Oksana Gulenko e con la figlia Katya è diventata rapidamente uno dei volti di questa guerra: cantano l’inno nazionale ucraino, mentre tolgono le schegge dalla finestra della sua abitazione dopo il bombardamento dei russi.

La casa di Oksana Gulenko è stata tra i centinaia di edifici civili bombardati dalle forze armate russe nel loro attacco all’Ucraina, nonostante Mosca abbia affermato che avrebbe colpito “solo obiettivi militari”.

Girato dall’interno del suo appartamento devastato, il filmato mostra Oksana che ripulisce con calma la sua casa dalle macerie mentre canta l’inno nazionale del suo Paese. Inno che, tradotto in italiano dice “Gloria e libertà dell’Ucraina non sono ancora morte”. Un inno che invita alla resistenza contro l’invasore e contro l’oppressore. Scritto nella metà dell’800, ma tragicamente attuale in queste ore.
Uno dei tristi paradossi di questo bombardamento è che la maggior parte dei residenti del condominio bombardato,  sono famiglie di ex militari dell’esercito sovietico e guardie di frontiera. Sono stati premiati da Mosca con una casa, assegnata per la loro fedeltà all’Unione sovietica. Come molti suoi vicini, il padre di Oksana – che ha prestato servizio in Afghanistan negli anni ’80 – ha ricevuto l’appartamento dalle autorità militari sovietiche in riconoscimento del proprio servizio. E ora si trovano bombardati proprio dal loro ex quartiere generale.

Il filmato mostra anche l’esterno del condominio di Oksana. Sulla strada sottostante, macerie e detriti ricoprono il terreno. Sopra, la facciata dell’edificio è stata distrutta e la maggior parte delle finestre sono state spazzate via. C’è un danno strutturale significativo all’edificio, con la maggior parte delle porte e dei balconi crollati.

«Stavo dormendo, c’è stata una forte esplosione e sono stata gettata a 3 metri dalla camera da letto nel corridoio», ha detto Oksana alla Reuters. «Ero spaventata, ho iniziato a gattonare sul pavimento», ha aggiunto Oksana, che di professione è medico in un ospedale militare di Kiev. «Come possiamo vivere un incubo del genere di questi tempi? Cosa dobbiamo pensare? Putin dovrebbe bruciare all’inferno insieme a tutta la sua famiglia», dice Oksana continuando a spazzare i vetri. Il video che ritrae lei e la figlia Katya intanto ha fatto il giro dei social destando un misto di emozione, rabbia e sconcerto. Immagini che saranno arrivate sicuramente a Mosca. E che non avranno lasciato indifferenti neanche i russi.

 

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