“Ti becchi una denuncia”: Cacciari show contro Severgnini dalla Gruber su vaccini e green pass (video)

giovedì 2 Dicembre 15:37 - di Gabriele Alberti
Cacciari

Massimo Cacciari imperterrito continua ad andare nel salotto di Lilli Gruber ad Otto e mezzo su La7. Puntualmente finisce male. In studio ci sono Alessandro De Angelis e Beppe Severgnini che pretendono di fare i “professorini” con il filosofo. Le cui posizioni critiche verso il Green pass sono ben note. Lui tenta di comporre un ragionamento, ma viene continuamente interrotto. Sbuffa e e si spazientisce alla sua maniera.”La cattiva notizia è che crescono i contagi anche tra i vaccinati”, dice. Quindi “il vaccino non protegge in mondo completo”; e “dobbiamo pensare anche a qualcosa di diverso”: perché, se la vaccinazione dovesse avvenire ogni 6 mesi, a quel punto si tratterebbe di “una terapia come quella del vaccino anti influenzale. Che però nessuno si è mai sognato di rendere obbligatorio”. “A questo punto – aggiunge Cacciari-, visto che hanno deciso di vaccinare anche gli infanti, allora sì: obbligo, obbligo, obbligo. Così si assumono le responsabilità“.

Severgnini e De Angelis provocano Cacciari

Dopo le parole del professore interviene Severgnini in modo tranchant: “A me viene una gran tristezza quando sento una persona come Cacciari, dopo tutti i morti, fare ancora un paragone fra il covid e l’influenza. Lei deve dire che senza i vaccini sarebbe una catastrofe: questo non è il momento di confondere le idee alle persone”. Cacciari non aveva detto questo e la sintesi lo offende enormemente. “Attenzione professor Cacciari a dare dei dati fuorvianti – lo attacca De Angelis -. Io ne dico due: nel Lazio nel 2020 sono morti in un mese 1.155 persone, quest’anno 188″; mentre “il 49,1% delle ospedalizzazioni e il 64,2 dei ricoveri nelle terapie intensive sono avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcun vaccino”. “Ho detto che il vaccino non funziona?”, ribatte spazientito Cacciari. “Beh sostanzialmente…”, dice De Angelis. L’asserzione ottiene una replica piccata: “Restiamo calmi, dai…Ho solo detto che bisogna pensare a un piano B; perché questo vaccino non funziona come si sperava e non risolve i problemi”.

Massimo Cacciari annichilisce Severgnini: “Ma sei matto?”

Poi, dopo un nuovo botta e risposta con Severgnini su vaccini e scienziati citati dal professore Cacciari non li tollera più. Dice il giornalista del Corsera: “I prof seri sono quelli che rispondono alle domande. Lei fa il filosofo, io il giornalista, guardi le pubblicazioni…”. “Ho capito – perde le staffe -, gli scienziati sono solo i suoi e gli altri sono dei poveri rincoglioniti! Ma dai, avete dato del rincoglionito a Montagnier… Allora mi taccio e non parlo più di questo argomento, ma che discorso è?”. “Perché sono scienziati veri….”, tenta di continuare Severgnini. “Ma è matto! Guarda – minaccia Cacciari – che ti becchi una denuncia a dire che quelli che saranno a Torino con me non sono scienziati veri! Ma stai attento, ma cosa dici?”.

Lo sfogo con Affaritaliani.it: “Mi hanno fregato”

Il nuovo intervento di De Angelis è veramente provocatorio:  “Io non so se lei considera scienziati veri quelli che hanno esposto tesi negazioniste oppure se considera veri gli scienziati che hanno paragonato questa situazione all’avvento del nazismo…”  No, non è proprio il caso di proseguire su questi binari per Cacciari: “Ma che provocazione – dice rivolgendosi a Lilli Gruber -. Guarda che me ne vado, se questo continua così. Se tu fai provocazioni di merda di questo tipo – si rivolge poi a De Angelis – me ne vado!”. Arrabbiatissimo il filosofo per questa doppia aggressione mediatica senza che la Gruber ponesse un freno.

“Dovevamo parlare di Draghi, invece…”

Infatti si è sfogato con Affaritaliani.it. Mi avevano invitato per parlare di Draghi e invece mi hanno fregato. Come al solito in Italia si parla solo di Covid e, come si è visto, ero leggermente incazzato”. E ha aggiuunto: “Francamente non riesco a capire per quale ragione quasi tutta la stampa nazionale parli sempre e solo di Covid“. “Come se in Italia non ci fossero morti di cancro, infarto o di altre patologie; non ci fossero giovani disoccupati, licenziamenti, aziende che falliscono o rischiano di fallire; o come se non ci fossero situazioni familiari complesse e delicate”.

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