Grillini flop, in libreria nessuno se li fila: l’Azzolina irrilevante, va male anche a Di Maio

mercoledì 22 Dicembre 11:46 - di Angelica Orlandi
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Grillini, flop in libreria, in caduta libera anche sugli scaffali. Ad anticipare un’inchiesta che apparià su Panorama è la Verita. L’irrilevanza graduale ma inesorabile che il M5S segna nei sondaggi si specchia anche nell’irrilevanza libraria. Eppure big e peones in questi mesi hanno inondato il mercato editoriale con le loro storie e le loro esperienze in politica. Tanto che con un’acuta osservazione Marcello Veneziani definì ironicamente il Movimento guidato da Conte più una “corrente letteraria” che un partito. Ma anche letterariamente il flop è nei numeri.

Grillini in libreria: il libro della Azzolina fuori dai radar

L’indagine inizia dalla fine. Il flop librario più netto lo segna Lucia Azzolina, memorabile ex ministra dell’Istruzione, “madre” di banchi a rotelle. Ha dato alle stampe  La vita insegna. Dalla Sicilia al ministero, il viaggio di una donna che alla scuola deve tutto. Un titolo strappalacrime che avrebbe potuto fare presa sul lettore. Invece. “Ci siamo consumati gli occhi scorrendo, nella settimana successiva all’uscita, la graduatoria GfK dei libri più venduti: dalla posizione numero uno alla duemila e cinquecento, che registra appena 149 copie“. Quasi fuori dalle rilevazioni. Andando a un nome di peso, arriviamo a Luigi Di Maio. Molte copie del suo Un amore chiamato politica  sono rimaste impilate sui tavoloni delle librerie. “A oltre un mese dal pirotecnico lancio, vantava 2.953 copie comprate; prima di uscire dall’elencone stilato ogni sette giorni da GfK. Il ministro degli Esteri si sarà consolato con poco:  È capitato del resto anche a Enrico Letta al suo ineffabile Anima e cacciavite:  dopo 10 settimane contava 4.389 copie vendute. Poi sparì dai radar.

Il caso semiserio di Toninelli

Il tutto mentre si consumava ( e dura tutt’ora) il caso editoriale dell’anno: il boom di Io sono Giorgia, arrivato al momento a  130.000 copie, secondo i dati Gfk. Arriviamo, dunque, al caso più buffo, a  Danilo Toninelli, autore della sua autobiografia “Non mollare mai”: Eppure era stato lui a dichiarare: «In troppi ormai scrivono libri. In Italia basta essere transitati per qualche minuto davanti a una telecamera per sentirsi accreditati a farlo. Si vive una bulimia di scrittura commerciale senza precedenti. Questo mi scoraggia». Evidentemente ha trovato coraggio,autopubblicando su Amazon l’imprescindibile diario della sua ascesa politica. La storia del ministro maestro di gaffe più attaccato di sempre non va bene sugli scaffali; nonostante la sua indubbia comicità involontaria che avrebbe potuto invogliare l’acquisti. Invece. “sei mesi dopo l’uscita, campeggia alla posizione 43.094 nella classifica di Amazon, l’unica che ne contempla l’esistenza”. Finito nell’ambito dell’irrilevanza.

La galassia grillina in libreria. Numeri deludenti anche per Casalino

Non va meglio ad Angelo Tofalo, ex sottosegretario alla Difesa: Intelligence collettiva. Si tratta di “appunti di un Ingegnere rapito dai Servizi Segreti”. Si trova al posto 61.266 della medesima graduatoria. Anche un numero uno durante il Conte 2, Vincenzo Spadafora, ex ministro alle Politiche giovanili e allo Sport, non è stato acclamato dalla critica e dal lettori. Senza riserve. In politica e nella vita. Eppure c’erano gli ingredienti giusti: la sua giovinezza ad Afragola, la rivelazione della sua omosessualità. C’era stata la sua commozione a Che tempo che fa da Fabio Fazio. Eppure i numeri sono deludenti:  316 copie vendute la settimana dopo l’uscita. Poi, l’oblio. L’indagine delle classifiche librarie arriva a Rocco Casalino, il “regista” di Conte, uno dei primi ad esordire quest’anno in libreria. Facendo il giro di tutte le televisoni per il lancio. Il portavoce – leggiamo- “in sei settimane, all’inizio dell’estate, raggiunge 15.000 copie, rivelano i dati. Fino a oggi, assicura però l’autore, ne avrebbe vendute più di 20.000.

Grillini, big e peones nel limbo dell’irrilevanza

Altro volume della galassia grillina è Il disallineato di Claudio Messora, fondatore di  Byoblu. Per l’ex capo della comunicazione del M5S ci sono solo  5.000 copie smerciate, nonostante abbia svelato vizi e difetti dei pentastellati. Il saggio narra di un blogger- cioè lui-  che scala il Movimento, per poi abbandonarlo. Avrebbe dovuto fare il boom, eppure non ha bucato l’interesse dei lettori. Fa meglio Alessandro Di Battista, che con Paperfirst, ha scritto cinque libri, l’ultimo, uscito lo scorso maggio, Contro! Perché opporsi al governo dell’assembramento. Siamo a quasi 8.000 copie. Insomma, il pubblico ha risposta con un bel “chissenefrega”. Momentaccio.

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