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Politica

Il “Corriere” dedica mezza pagina al libro sul “senso della vita”, scritto dalla fidanzata di Di Maio

14 ott 2021 di Luisa Perri

Guai a qualificare le donne come “compagne di”, ma se serve per avere mezza pagina sul primo quotidiano d’Italia, scatta subito la deroga. La fidanzata in questione si chiama Virginia Saba, compagna del ministro degli Esteri Luigi Di Maio dal 2019. Oggi, il Corriere, le riserva uno spazio “carino e coccoloso” (la intervista la penna rosa Candida Morvillo) per la presentazione di un libro (uscito tre mesi fa) vergato dalla stessa Virginia Saba.

Il libro si intitola  “Il suono della bellezza. Note di vita e filosofia” (IF Press, 208 pagine, 12 euro). Fortunata l’autrice, che a 38 anni, ha già scoperto il “senso della vita”, forte degli studi, ancora in corso, alla Facoltà di teologia della pontificia università di Sassari.

Mezza pagina per il libro della fidanzata del ministro Di Maio

Ovviamente la Morvillo (ex direttrice di Novella 2000) indugia sull’unico motivo per cui l’autrice è intervistata. Il fidanzato famoso. «Fu un colpo di fulmine a un pranzo elettorale in Sardegna», ricorda la Saba, attualmente “portaborse” di una deputata M5s. «Credo gli sia piaciuto parlare di temi ultraterreni, musica, arte. Lo guardavo fra tanti che gli facevano domande e pensavo: questo ragazzo non si può godere la vista del mare». Alla fine, nel libro, lo ringrazia «perché con lui ho capito l’amore». Ovvero che, oggi, «l’amore è da supermarket: vai, scegli, usi, poi ti stanchi… È prendere, non dare. Io sto con una persona che dà a tutti e quindi non ha mai molto tempo per me. Per cui, ho capito che l’amore, invece, è dare: è essere felici quando procuri un sorriso».

La giornalista del Corriere chiede alla fidanzata di Di Maio se l’amore è per sempre e lei: «Istintivamente, sì». Aggiunge: «Sa qual è un bell’esercizio di felicità? Anticipare i suoi bisogni. Anche solo accorgermi che sta finendo il dentifricio nel beauty».

Il lettore rimane alla fine dell’intervista con un interrogativo. Come mai alla Rizzoli si sono lasciati sfuggire un capolavoro del genere? 

 

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