Claudio Messora svela i segreti a 5 Stelle. “Alcuni parlamentari venivano spiati e registrati” (video)

martedì 12 Ottobre 12:18 - di Guido Liberati
Grillo, Claudio Messora, Casalino

Claudio Messora si toglie i sassolini dalla scarpa. Sassolini che potrebbero avere un imprevedibile “effetto valanga”. L’ex capo della Comunicazione pentastellata, già ideatore della piattaforma Byoblu, si racconta in un libro e svela retroscena imbarazzanti sui 5 Stelle e sulla deriva presa dal Movimento, fondato da Grillo e Casaleggio.

Lo fa nel libro Il disallineato (in uscita da Rizzoli) che il giornalista de La Stampa Iacopo Iacoboni, vivisezionatore del fenomeno grillino della prima ora, ha compulsato minuziosamente.

Messora parla di come il M5S arrivò a convertirsi dal «mai in tv» a un dominio, inesplicabile e grottesco, su molta tv. Tutta colpa (o merito) di Rocco Casalino, che il blogger grillino ha sempre visto come il fumo negli occhi. «Casalino si mise in testa di commissionare una serie di sondaggi che misurassero il grado di efficacia delle apparizioni televisive dei deputati e senatori M5S. Grazie al rapporto personale che lo legava a Enrico Mentana, entrò in contatto con la società di sondaggi EMG, che lavorava anche con La7».

Claudio Messora svela vizi e virtù di Rocco Casalino

Ne nacque così il “sondaggio del giorno”, che offriva una realtà solitamente gradita a uso e consumo del mondo M5S. Casaleggio ne rimase folgorato, «quello fu l’inizio della carriera trionfale di Rocco Casalino». Sondaggi che tanta parte avrebbero avuto anche nella costruzione del presunto consenso di Giuseppe Conte.

 

Ci sono stralci che fanno sussultare sulla sedia. Iacoboni domanda: “Dice la verità, Messora, quando scrive che quando il M5S entrò in Parlamento c’erano due persone che filmavano e spiavano i 5 Stelle per conto dei servizi segreti?”.  «Registrare quello che avviene all’interno del Parlamento – scrive Messora – è un atto di spionaggio ai danni della Repubblica. Di quelle immagini rubate non si è saputo più nulla. Dove sono finite? Chi stava controllando il Movimento 5 stelle?».

Lo scandalo dei video rubati e il caso Sarti, silenziato

Allusioni che rievocano la vicenda mai chiarita di Giulia Sarti e dei video rubati. Per spiegare i rimborsi (23.500 euro) mai restituiti, la Sarti diede la colpa al fidanzato Bogdan Andrea Tibusche. Due anni fa, il pubblico ministero, Davide Ercolani, ha chiesto l’archiviazione per le accuse di appropriazione indebita lanciatagli addosso dall’onorevole riminese. La stessa Sarti gli aveva confessato che l’avrebbe fatta per «salvare la faccia», su consiglio di due esponenti del Movimento.

Trapelarono anche notizie di video registrati h24 in casa della parlamentare grillina. Video che avrebbero immortalato la Sarti e tutti i suoi ospiti. Su quella vicenda è piombata una cappa di silenzio. La portavoce Sarti, che era sul punto di essere espulsa, non solo è rimasta nel Movimento 5 Stelle, ma ha pure fatto carriera. Uno dei tanti misteri grillini. 

 

 

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