Noi non pubblichiamo la collezione di foto e video hard di Giulia Sarti, anche se…

giovedì 14 marzo 6:00 - di Francesco Storace

Noi non abbiamo bisogno del garante della privacy. Sappiamo da soli che sarebbe criminale pubblicare quelle foto, quei video, quella collezione hard che riguardano in queste ore Giulia Sarti. Questa ragazza non merita il dileggio personale a cui è soggetta per le immagini sessuali in cui è ritratta. In fondo sono davvero fatti suoi.
Il Secolo d’Italia vive di clic e i dati che stiamo registrando in queste settimane ne sono ottimi testimoni. Non ci servono tette o altro da mostrare per essere letti e ne siamo orgogliosi, anche se non nascondiamo di aver discusso in redazione sulla pubblicazione o meno di materiale che avrebbe trascinato con sé tantissime visualizzazioni. In fondo, sarebbe stato un gioco da ragazzi pubblicare le foto e i video molto intimi dell’ex presidente della commissione giustizia della Camera (dei Deputati, non quella da letto).

La solidarietà (giusta) di Giorgia Meloni

Ma ha ragione Giorgia Meloni nel manifestare solidarietà alla parlamentare grillina: “A prescindere dalle idee politiche o dalle interpretazioni della vicenda, è deplorevole e inconcepibile che vengano divulgati dettagli della propria intimità. Una violenza sulla quale mi aspetto una condanna netta da parte di tutta la politica italiana”. Una presa di posizione giusta, che ha accompagnato la scelta che avevamo maturato. Nonostante il rischio che la concorrenza online pubblicasse materiale che abbiamo ricevuto da più fonti.
Ma si tratta di debolezze. Altri la chiameranno perversione. Sia come sia, non merita di essere sbeffeggiata. Ma è anche vero che Giulia Sarti l’ha fatta grossa e ora fa anche tenerezza in fotografie in cui appare spaurita. Ma i video in casa qualcuno li ha passati, dopo la visione sua e di quello strano ragazzo romeno diventato una celebrità. Adesso stanno sui whatsapp di mezza Italia, rimbalzano da un telefonino all’altro. Brutta cosa.

Quando il bersaglio si chiamava Berlusconi

La ragazza va difesa dalla morbosità, non c’è dubbio. Politicamente è altra roba, però, perché l’onorevole Sarti è vittima del verbo grillino. Un virus che ha contagiato la rete e i comportamenti. Come si dice del sacerdote? Fai quello che dice il prete, non fare quello che fa. Vale anche per i deputati Cinque stelle.
I bunga bunga di Berlusconi, ad esempio, non furono massacranti per l’ex premier? Ma nessuno allora si pose il problema di non pubblicare i suoi incontri. Ci fu la caccia alle fotografie. La pubblicazione delle intercettazioni. Era l’Italia guardona che qualche anno dopo avrebbe incoronato Giulia Sarti e i suoi sodali di Movimento con l’elezione al Parlamento.
Ecco, Giulia Sarti ci pensi bene. Le conviene restare ancora alla Camera dei Deputati? Si continuerà a parlare dei rimborsi sgraffignati. E da adesso in avanti ci saranno pure le avance di qualche cafone che magari sceglie la toilette di Montecitorio per fare sesso. Le confesseranno ammirazione fasulla per poi spifferare ai quattro venti di essersela portata a letto.
Cambia vita, esci da quelle stanze. Anche se il peccato di sesso possono commetterlo tutti, in un Paese ad alta ipocrisia nessuno si può permettere di farsi scoprire. Lo capì anche Piero Marrazzo, cambiò aria e adesso vive più sereno.

Commenti

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  • roberto carosio 14 marzo 2019

    Cero che chi dileggia questa donna è un emerito cretino!! Chiedo, a Giulia Sarti,scusa a nome di tutti coloro che invece gradiscono una donna che gode del privilegio di essere anche sessualmente carica.Fregatene dei giudizi codini di una parte di mezzi uomini.

  • Emanuele Conte 14 marzo 2019

    complimenti,come sempre vi distinguete dal coro del perbenismo.
    CONTINUATE COSì!

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