Il libro di Toninelli: un piagnisteo delirante in cui si definisce una vittima “massacrata dal sistema”

giovedì 3 Giugno 9:52 - di Chiara Volpi
Toninelli libro

Nella fiera dei libri d’autore politico, dopo il volume di Di Battista arriva anche il libro di Danilo Toninelli: una sorta di auto-certificazione del ruolo di vittima. Da figlio incompreso di un sistema che, a leggere le sue riflessioni sembrerebbe: l’avrebbe prima partorito e poi ripudiato. Senza pietà. Un cahiers de doleances, il suo Non mollare mai-La storia del ministro più attaccato di sempre, in cui l’autore gioca più sul vittimismo che sul j’accuse. E tutto pur di riabilitare l’uomo e, soprattutto, il politico. A detta dell’autore, una vittima del «metodo Boffo». Una figura presa di mira, secondo l’ex ministro, per la sua integrità e per la sua ingenuità. Un incompreso, insomma. Una vittima sacrificale immolata sull’altare della gloria grillina a favore del nemico di sempre: Matteo Salvini.

Toninelli, il suo libro in vendita su Amazon

E così, in questa sorta di lettera a cuore aperto in cui Toninelli si confessa – e si giustifica – il dissidente grillino lancia il suo volume autobiografico, acquistabile su Amazon. Un volumetto che, dalla vetrina e-commerce dell’uomo più ricco del mondo, rinnega la casta e rivendica, dagli affetti alla politica, un ruolo di primo piano. Una posizione di spicco che in effetti non è riuscito a ritagliarsi, se non in veste di dispensatore di gaffes. Un primato mai raggiunto, ma di certo non solo perché vittima di un sistema che l’ha generato e poi ricusato… Insomma, diciamocelo chiaramente: più che un genio incompreso l’ex ministro delle Infrastrutture si è mostrato prima di tutto come un Maestro delle gaffe. Re della negazione. Professionista della smentita dell’ultim’ora e della retromarcia innescata sull’orlo del precipizio.

Il libro di Toninelli: un’autobiografia delle gaffe dell’ex ministro

E allora, il testo si presenta soprattutto come un’autobiografia dei suoi svarioni su cui tutti hanno avuto buon gioco di ridere perché, come scrive Toninelli di se stesso, lui è fatto così. Ha «un grande cuore, e a lungo andare se non hai un grande cuore la politica ti rende peggiore». Un rischio paventato ma che l’ex premier ha evitato, nel suo caso, escludendolo dalla squadra di governo nel girone di ritorno del Conte bis in maglia giallorossa. Quando, scrive Toninelli nelle pagine sulla sua vita recente, «avevo il destino già segnato: massacrato dal sistema di potere». Ma sempre fiero della sua «sincerità che qualcuno ha definito ingenuità». E orgoglioso «di non avere ascoltato i consigli di chi mi si professava amico e mi diceva di non essere me stesso». Ora, di sicuro non possiamo sapere come sarebbe andata se avesse seguito le indicazioni di presunti amici che poi non si sarebbero rivelati in effetti tali, ma possiamo dire con una certa sicurezza che seguendo la sua rotta non è che all’ex ministro grillino sia andata poi così bene…

Un pamphlet in stile “piagnisteo” in cui Toninelli si descrive come vittima

A prescindere dall’esito, comunque fedele a un’immagine di duro e puro immarcescibile, lo scrittore pentastellato nel suo volumetto autoprodotto rivendica tutto (e il suo contrario): dal tunnel del Brennero, alla gestione dei migranti, passando per i discussi selfie scattati dopo la tragedia del ponte Morandi. Dedicando, tra un “j’accuse” e un “non mi pento”, molte pagine del suo pamphlet al leader della Lega. Ossia, confermando un’ossessione già trapelata in passato in dichiarazioni pubbliche e post. Alimentata durante la gestione degli sbarchi quando, scrive Toninelli, «al telefono Salvini si dichiarò d’accordo (con lui ndr). Poi le sue azioni andarono in tutt’ altra direzione». E corroborata anche da semplici uscite al supermercato dove, ricorda con rammarico l’autore, «le persone mi fermavano per chiedermi di salutare Salvini e di ringraziarlo per non avere concesso ai migranti di sbarcare, oppure mi pregavano di non litigare con la Lega, che ci stava salvando dall’invasione».

Un genio incompreso da opinione pubblica e colleghi?

Una ennesima conferma, messa nero su bianco, di come il senatore M5S ancora non si capaciti del perché le sue battaglie non siano state capite e apprezzate dalla pubblica opinione. La stessa sorte patita anche all’interno del Movimento dove, non sempre, l’ex ministro si è sentito spalleggiato: Neppure da un big del calibro di Luigi Di Maio che, a giudicare da quanto riportato nel suo volumetto, descrive come forse sempre più interessato a salvaguardare la collaborazione con l’altro vicepremier che la reputazione del suo collega movimentista. Il quale comunque, alla sua persona, riconduce il successo del contratto stracciato per “l’Air Force Renzi”. La fermezza nella battaglia delle concessioni autostradali su cui si era impuntato «per fare tornare ai cittadini gli immensi utili derivanti dalla loro gestione». Fino al «grande traguardo» di avere sbloccato la strada provinciale di Joppolo, in Calabria: interrotta a causa di un masso.

Un Don Chisciotte contro i mulini a vento della casta

Poi, l’inizio della discesa. Toninelli ribattezzato offensivamente «Toninulla», capisce di essere nel mirino della «macchina del fango». Comincia a sfogarsi con le famiglie del condominio di cui fa parte dall’alto del suo monolocale di Trastevere, su cui confida: «Li avvertii che stavo affrontando dossier scottanti. Che toccavano un sistema di potere e denaro molto forte. E che non avrebbero dovuto credere a quanto si sarebbe detto su di me. Dissi che mi avrebbero dipinto come un incapace, un inetto, e che anche a loro sarebbero venuti dubbi su chi fossi realmente. Io sono stato massacrato dal sistema di potere mentre facevo il bene del Paese». Lottando, come una sorta di Don Chisciotte, contro i mulini a vento di un “sistema” – enigmatico coagulo di poteri forti fatti di cupole. Banche e élite ricche e potenti – di cui l’ex titolare delle Infrastrutture non sarebbe mai venuto a capo. Un Robin Hood “dei noantri” sempre pronto a lottare per gli indifesi. Ma che, guarda caso, come sottolinea Il Giornale per esempio, ha scelto di «auto-pubblicare le sue memorie affidandosi ai servigi di un “piccolo” e soprattutto “antisistema” editore indipendente: Amazon»…

 

 

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