Otto mesi alla prof di Novara che insultò il carabiniere Cerciello scrivendo: “Uno di meno”

giovedì 18 Novembre 12:52 - di Redazione
Cerciello

Otto mesi di reclusione, cinque più di quelli richiesti dalla Procura, per vilipendio alle Forze armate e diffamazione. Così si è chiuso il processo di primo grado nei confronti di Eliana Frontini, l’insegnante novarese che su Facebook commentò in modo offensivo l’assassinio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. La professoressa di Storia dell’arte aveva scritto: “Uno in meno e chiaramente con sguardo poco intelligente. Non ne sentiremo la mancanza“.

Assolto il marito della donna, Norberto Breccia, che era accusato di favoreggiamento. I due non erano presenti in aula. “Ho commesso un errore gravissimo, me ne sono resa conto appena ho cliccato”, aveva detto la donna quando però il suo post era ormai diventato virale. “Ho scritto una cavolata – aveva detto la stessa insegnante -. Mi sono lasciata guidare dalla sensazione che spesso le forze dell’ordine non intervengono quando serve, quando una donna è maltrattata o peggio, si muovono solo quando ormai è troppo tardi. Sono stata una stupida”. Inizialmente aveva però fatto credere che qualcuno aveva utilizzato il suo pc e che non era lei l’autrice del post.
«Quel post non l’ho scritto io – dichiarò all’Ansa –  chi mi conosce sa che non penso quelle cose. Per motivi che spiegherò solo a chi di dovere, mi sono assunta una responsabilità non mia. Non si è trattato di hackeraggio, semplicemente è stato usato il mio account e il mio computer. Non l’ho detto prima perché non credevo che la vicenda assumesse questo peso…».

“Giusto così”, scrive su Facebook Matteo Salvini a proposito della condanna di primo grado. La donna è stata condannata anche al risarcimento delle parti civili entro un anno per ottenere il beneficio della sospensione condizionale della pena. Le cifre stabilite sono di 8mila mila euro per  la vedova del carabiniere ucciso, Rosa Maria Esilio, anche lei non presente in aula, e 5mila euro per il Ministero della Difesa. Disposto l’invio degli atti al Ministero della pubblica istruzione per eventuali provvedimenti nei confronti dell’insegnante.

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