Emanuela Orlandi, clamorose rivelazioni dal giudice-scrittore Capaldo. La famiglia chiede nuove indagini

giovedì 25 Novembre 15:18 - di Marta Lima

Un’istanza in Vaticano è stata depositata nei giorni scorsi dal legale della famiglia di Emanuela Orlandi in cui si chiede ai promotori di Giustizia di sentire “con urgenza” l’ex magistrato Giancarlo Capaldo autore del romanzo ‘La ragazza scomparsa‘ ispirato anche alle vicende del sequestro della giovane. Capaldo ha seguito dal 2009 per quattro anni il caso quando era magistrato alla procura di Roma.

Emanuela Orlandi, le rivelazioni del giudice-scrittore Giancarlo Capaldo

“Chiediamo che venga ascoltato in merito alle dichiarazioni, che noi riteniamo gravissime, fatte da Capaldo in occasione della presentazione del suo libro – dice all’Adnkronos l’avvocato Laura Sgro’ legale della famiglia – In quelle dichiarazioni si è fatto riferimento ad alti funzionari dello Stato Vaticano che si sarebbero resi disponibili per trovare una soluzione per il ritrovamento del corpo di Emanuela. Vorremmo sapere chi sono queste persone, a che titolo parlavano e soprattutto chi le aveva mandate e come facevano ad avere informazioni sui suoi resti. L’indagine e’ ancora aperta e questo aspetto merita di essere chiarito”.

Le ultime posizioni di Ali Agca sul Vaticano

“La nomina dell’ex procuratore Pignatone a presidente del tribunale vaticano è un grave errore. Un errore commesso da Papa Francesco. Poiché il dottor Pignatone ha archiviato il caso Emanuela Orlandi al tribunale di Roma”, aveva detto due anni e mezzo da Ali Agca l’attentatore di Giovanni Paolo II, Mehmet Ali Agca. In una dichiarazione inviata all’Ansa era tornato a parlare del caso della ragazzina scomparsa nel nulla in Vaticano nel 1983. Agca – che il Presidente della Repubblica Ciampi graziò – si scaglia contro Pignatone, ma senza portare alcuna prova di quello che dice, come sempre.

«Giuseppe Pignatone deve dimettersi dalla sua posizione di presidente del tribunale vaticano per non sporcare la sua coscienza pulita, per non sporcare la sua lotta onesta contro la criminalità», aveva detto ancora Agca. «Il rapimento di Emanuela Orlandi avvenne per ottenere la mia liberazione».

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