Covid, la buona notizia: brevettato il farmaco italiano che chiude la “porta” usata dal virus per infettare

martedì 23 Novembre 13:17 - di Angelica Orlandi
covid farmaco italiano

Ogni tanto una buona notizia.  Strada spianata verso un farmaco ‘made in Italy’ capace di chiudere la porta attraverso cui il coronavirus entra nelle nostre cellule.  Il brevetto alla base di questa speranza futura è già stato registrato. Nasce da uno studio firmato da Paolo Ciana dell’università Statale di Milano; da Vincenzo Lionetti della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa;  e da Angelo Reggiani dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova. Lo ha  pubblicato la rivista ‘Pharmacological Research’ dell’Unione internazionale di farmacologia di base e clinica. Si tratta di una nuova strada per ostacolare l’ingresso nelle cellule del virus SarsCoV2 e delle sue varianti. E’ diversa sia dai vaccini sia dagli anticorpi monoclonali. E si candida a essere la terza arma contro il virus responsabile della pandemia di Covid-19.

Covid, farmaco italiano brevettato: come funziona

Tre eccellenze per offrire nuove possibilità per combattere il Covid. I tre docenti e ricercatori – riporta l’Adnkronos – si sono interrogati sulla possibilità di prevenire il progressivo avanzamento dell’infezione da parte di qualsiasi variante di Sars-CoV-2,. Lo hanno fatto bloccando il recettore Ace2:  la ‘porta’ che il patogeno responsabile di Covid-19 usa per accedere alle cellule bersaglio. I ricercatori – dice una nota delle tre strutture  universitarie- hanno così brevettato un nuovo approccio di precisione. Il primo tassello di quello che diventerà un farmaco, fondato “sull’uso di un aptamero di Dna: ovvero un breve filamento oligonucleotidico, capace di legarsi in modo specifico al residuo K353 di Ace2 – si legge -; rendendolo inaccessibile alla proteina Spike di qualsiasi coronavirus”.

Covid, il farmaco italiano che previene l’infezione delle cellule

I tre inventori, insieme ai loro gruppi, hanno già identificato due aptameri anti-K353: capaci di inibire in modo dose-dipendente il legame della proteina virale Spike alla proteina Ace2 umana, prevenendo in modo efficace l’infezione delle cellule. “Grazie a questo studio – commentano gli autori – sarà possibile sviluppare un nuovo approccio terapeutico di precisione; per prevenire contrarre l’infezione da Covid-19 in forma grave, senza stimolare il sistema immunitario; o avere effetti collaterali importanti correlati ai più famosi farmaci costituiti da anticorpi monoclonali o altre proteine terapeutiche. In questo senso, infatti, le potenziali tossicità degli acidi nucleici come farmaci sono di gran lunga inferiori rispetto ad altri farmaci innovativi: come gli anticorpi monoclonali o altre proteine terapeutiche”.

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