L'evento di Roma
L’Ucid Lazio riunisce ministri, politici e manager. La lettera della Meloni: “Insieme per una società giusta incentrata sulla famiglia”
+ Seguici su Google DiscoverLa “storica” lettera della premier Giorgia Meloni, che per la prima volta ha visto gli iscritti dell’Ucid destinatari di un messaggio dalla massima carica politica italiana, ha segnato la cena sociale dell’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti, Gruppo Lazio, presieduto dall’avvocato Giuseppe Pedrizzi, lunedì sera nello Spazio 900 del Museo di Arte antica dell’Eur, a Roma.
Alla presenza di circa 400 invitati, l’avvocato Giuseppe Pedrizzi ha accolto il vicepremier e ministro degli Esteri Tajani, il ministro dello Sport Abodi, i sottosegretari Rauti, Frassinetti e Barelli, i presidenti di Commissione Gasparri e Osnato, il presidente del Consiglio regionale del Lazio Aurigemma e l’assessore Baldassarre, oltre a una ventina tra senatori e deputati. Un centinaio i top manager di aziende pubbliche e private presenti, tra cui Bernardo Mattarella (Invitalia), Roberto Alesse (Agenzia dei Monopoli e Dogane), Maria Bianca Farina, già presidente Ania e Poste oggi presidente Fondazione Ania, Fabio Cerchiai, Presidente Bper e Febaf (Federazione delle banche e delle Assicurazioni ed aziende finanziarie), Mauro Maria Marino (presidente OGCF), Simona Alberini (Presidente Abb), Davide Bordoni (amministratore Logistica Infrastrutture e Trasporti spa).
La cena dell’Ucid Lazio e la lettera della premier Meloni
Nella lettera al Gruppo Lazio dell’Ucid, la premier Meloni ha elogiato il tema scelto per la cena sociale dell’Ucid, “La famiglia al centro della società, l’impresa al centro dell’economia”.
“Ha un duplice merito. Se da un lato rispecchia fedelmente la missione che l’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti persegue da sempre, ovvero la promozione della Dottrina sociale della Chiesa nel mondo dell’impresa, dall’altro può essere considerato come un’efficace sintesi della visione che il Governo sta portando avanti dall’inizio della legislatura e che ha trovato concretezza nella molteplicità degli interventi adottati finora…”. Meloni ha ricordato l’impegno del governo nel restituire centralità alla famiglia e all’impresa lavorando su due fronti: “Il binario delle risorse e degli strumenti concreti, senza i quali è impossibile immaginare politiche di sviluppo e crescita; il binario culturale, perché anche lo sforzo economico più imponente rischia di essere vano se non si corregge l’impostazione sbagliata che ha incoraggiato in passato scelte poco lungimiranti”.
Ecco perché – prosegue Meloni nella missiva – “abbiamo sfidato la narrazione dominante e non abbiamo avuto paura di affermare, ad esempio, che la vera libertà non è dover rinunciare a costruire una famiglia per lavorare o fare impresa, come non lo è dover rinunciare al proprio lavoro per diventare madri e padri…”.
Sul fronte economico e sociale, Meloni ha ribadito che l’obiettivo del governo è “liberare le migliori energie delle persone e della comunità è la nostra scelta per rendere più forte l’Italia. Questo è l’obiettivo per cui siamo al lavoro, con una strategia basata su tre pilastri: concretezza e buon senso nelle scelte, una visione di sviluppo che superi il contingente, risorse impiegate in modo serio e focalizzate su priorità reali”. “Una strategia che, dati alla mano, ha prodotto risultati tangibili – è scritto ancora nella lettera della premier – e ha permesso all’Italia di essere più solida e prospera. Il nostro compito è consolidare questo percorso, e gettare le basi affinché possa essere duraturo e stabile nel lungo periodo. È una sfida che ha bisogno del contributo di tutti, a partire da chi, come voi, ha sempre dimostrato di avere a cuore il futuro, il benessere e la prosperità di questa Nazione”, ha concluso la premier rivolgendosi al presidente del Gruppo Lazio dell’Ucid Giuseppe Pedrizzi.
Significative anche le parole del ministro Tajani: “Voi amici dell’Ucid siete un modello di imprenditoria che pone la persona al centro e valorizza la responsabilità sociale dell’impresa.Un esempio di come i valori cristiani possano tradursi in azioni concrete per incidere sul tessuto economico e civile”.
L’avvocato Pedrizzi, nella sua introduzione alla serata, aveva sottolineato come obiettivo dell’Ucid sia da sempre “la diffusione della dottrina sociale della Chiesa nella convinzione che essa fornisca strumenti formidabili per valutare la bontà di assetti politici economici e sociali e che l’insegnamento sociale della chiesa sia in grado di migliorar le relazioni fra le persone nel mondo dell’impresa e del lavoro”.
“Ma l’insegnamento sociale della Chiesa non è un’ideologia perché non propone un modello politico economico e sociale, dal momento che nessun sistema politico economico o sociale può essere considerato buono in sé, ma soltanto in relazione alla sua capacità di garantire la promozione e la valorizzazione della persona umana che, per la sua natura trascendente è il bene più prezioso da proteggere, insieme alla famiglia ed alle formazioni sociali in cui meglio può svilupparsi la persona stessa”, ha aggiunto Pedrizzi.
“Proprio per questo mentre le ideologie sono sempre state superate dalla Storia e smentite dalla Realtà, la Dottrina sociale della Chiesa non rischia mai di invecchiare ma al contrario ci accompagna nella storia e nella realtà sociale, costituendo un solido e stabile riferimento per tutti i cattolici di fronte alle sfide che la storia ci pone… “ e ancora “ con i suoi principi fondamentali, primo fra tutti quello di sussidiarietà, e con il costante riferimento alla necessità di salvaguardare la persona umana, la famiglia e i corpi sociali intermedi, l’insegnamento sociale della chiesa ci consente di definire con realismo quali siano gli spazi incomprimibili di libertà di famiglie ed imprese e quale sia il limite invalicabile per lo Stato, al quale viene chiesto di intervenire soltanto quando le famiglie e le imprese non siano da sole in grado di realizzare i loro obiettivi, ovvero quando siano le stesse famiglie ed imprese a richiederne l’intervento per necessità di aiuto assistenza o protezione, per questo allo Stato deve essere richiesto sempre un grandissimo sforzo di semplificazione, al fine di impedire che un’eccessiva proliferazione di vincoli nella vita e nelle attività di famiglie e imprese, possa ostacolarne lo sviluppo, impedendo una crescita virtuosa e naturale del sistema sociale ed economico considerato nel suo complesso”.