Il conduttore russo
Diede della “putta” alla Meloni, Travaglio gli regala una bella intervista. Il delirio di Solovyev: “Voi italiani dovete scusarvi”
+ Seguici su Google DiscoverIl palcoscenico è garantito, è quello che gli offre Marco Travaglio sul “Fatto Quotidiano“, regalo graditissimo al guitto televisivo russo, Vladimir Solovyev, che a più riprese nei giorni scorsi aveva insultato pesantemente Giorgia Meloni. Oggi, in una lunga intervista, non si scusa e rilancia, ma con toni volgarmente bonari. “Per me l’Italia è come una seconda patria. Per quel che il vostro paese rappresenta per i russi e la relazione speciale che abbiamo avuto storicamente. Non ho problemi con l’Italia, forse alcuni italiani con me…”. E gli insulti, “Putta-Meloni”? “Se ci si riferisce alla parola in spagnolo, o in italiano, vuol dire una cosa; se, invece, si considera la lingua russa putta è in realtà putanitsa, che significa ‘confusione’, ‘non sapere di quel che si parla’… Quel che intendevo è che Meloni è confusa, difendendo il papa ha cambiato opinione riguardo al suo rapporto con Trump: ma forse lo ha fatto per cercare i voti dei cattolici. Come del resto in passato ha tradito le sue origini fasciste, il partito da cui proviene…”. Meglio stendere un velo pietoso sulla spiegazione…
Travaglio e le offese alla Meloni: l’intervista a Solovyev, delfino di Putin
Il volto televisivo del Cremlino, dunquem non arretra di un millimetro. Nel corso dell’intervista, il giornalista alterna toni conciliantiad attacchi durissimi contro la leadership europea, accusata di aver perso memoria storica e autonomia politica. Nel mirino non c’è solo Meloni: Solovyev sostiene di aver usato parole anche più pesanti contro altri leader europei, dipinti come subordinati agli Stati Uniti e incapaci di rappresentare i propri popoli. E al “Fatto” rivendica invece la compattezza della Russia attorno a Vladimir Putin.
Sul conflitto in Ucraina, ribadisce la linea del Cremlino: la guerra finirebbe rapidamente se Kiev rinunciasse al Donbass e accettasse la neutralità. Difende l’operato dell’esercito russo, sostenendo — in linea con la narrativa ufficiale — che Mosca limiti al massimo le vittime civili. Non mancano provocazioni e riletture storiche: Solovyev accusa l’Europa di aver dimenticato il passato, critica l’Italia contemporanea e rimpiange un ruolo più centrale del paese ai tempi di Silvio Berlusconi. Il risultato è un intervento che mescola giustificazioni, attacchi politici e propaganda, senza alcun passo indietro sui toni utilizzati contro la premier italiana.”Gli italiani sono senza memoria, sono come farfalle, non ricordano il passato. I russi ricordano bene cos’hanno fatto gli italiani mandati da Mussolini in Donbass: si sono comportati molto male. Ogni famiglia russa ha caduti nella Grande guerra patriottica. Voi ricordate quanti italiani sono morti nella Seconda guerra mondiale?
L’Europa non ricorda più la sua storia… vi dovreste scusare voi per quel che è stato fatto in questi anni: come europei avete perso il rispetto della vostra Storia, siete pieni di immigrati; l’Italia è il paese del diritto ereditato dai Romani che sono i padri della civiltà, ma di questo non resta più molto: perciò ho usato il termine ‘vergogna della razza umana’…”. Poi, forse in privato, avrà mandato i suoi omaggi a Travaglio.
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