L'orrore sui social
Oltraggio a Ramelli dagli anarchici e inni alle Br e a Cospito. Il post choc: “Sergio dove sei?”
Rivendicato con orgoglio l'omicidio del giovane innocente simpatizzante missino del 1975. Elogi ai brigatisti che uccisero Moro
+ Seguici su Google DiscoverNemmeno 51 anni dopo il sangue innocente di Sergio Ramelli, prestato a sangue e ucciso per la sola colpa di avere scritto un tema contro il terrorismo rosso, trova pace. Protagonisti gli anarchici, che hanno diffuso un post oltraggioso nei confronti del giovane, inneggiando alle Brigate Rosse e ad Alfredo Cospito, il loro leader detenuto al regime del 41 bis.
Il post contro Ramelli
Il riferimento è ad Autonomia Studentesca e Culturale (Asc), un collettivo studentesco italiano di orientamento marxista-leninista-maoista, che si presenta con l’obiettivo di radicare il comunismo tra le nuove generazioni.
Ma si tratta, come scrive Il Giornale, anche degli stessi che, in occasione dell’anniversario dell’aggressione allo studente Sergio Ramelli, morto il 29 aprile durante gli anni di piombo, nel 1975 a Milano, ne hanno esaltato la scomparsa, precisando che “noi di Autonomia Studentesca e Culturale ci teniamo a ribadire la nostra posizione su questo tema. Una posizione in quanto antifascisti e in quanto sostenitori della lotta portata avanti da tutti i collettivi operaisti dell’autunno caldo. Onore ai compagni di Avanguardia Operaia e onore a tutti gli antifascisti”. Poi la frase agghiacciante: “Ramelli dove sei?” con a fianco il simbolo di un osso”.
L’inno alle Br
L’Asc, scrive sempre il quotidiano milanese, nelle sue comunicazioni social guarda con una certa nostalgia agli anni Settanta e Ottanta, quando il terrorismo rosso macchiava le piazze di sangue, e manifesta una certa ammirazione anche nei confronti dei protagonisti di quegli anni, come Prospero Gallinari, del quale hanno celebrato l’anniversario della morte, definendolo “un operaio, che si ritrovò ai vertici di una delle organizzazioni chiave per la lotta di classe della storia del nostro paese, le Brigate Rosse. Ciao Prospero, o anche detto compagno Gallo.
Non mancano i riferimenti a Margherita Cagol, moglie di Renato Curcio, tra i principali dirigenti delle Br, che partecipò al sequestro del magistrato Mario Sossi e guidò l’assalto al carcere di Casale Monferrato per liberare il marito: morì a 30 anni nel corso di uno scontro a fuoco coi Carabinieri. Per ricordarla, l’Asc ha rievocato il comunicato delle Br con tanto di invocazione alla “lotta armata per il comunismo“, con una promessa: “Continueremo a lottare in suo nome e in nome di tutti i martiri morti lottando per il comunismo”.
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