Sicurezza. Milano, Bologna, Rimini e Prato: dove governa il Pd buonista i crimini aumentano

martedì 26 Ottobre 10:16 - di Lorenza Mariani
crimini città Pd

Un’indagine del Sole 24 ore su sicurezza e crimini lo attesta con la veridicità dei numeri e dei riscontri percentuali: alle città che il Pd amministra va il primato dei reati. Seguono le rosse Bologna, Rimini e Prato. Ma andiamo con ordine… La criminalità tornata al lavoro dopo lo stop imposto dal lockdown ha subito recuperato tempi e proventi della causa forzata. E un’indagine del Sole 24 ore svolta elaborando i dati del Ministero dell’Interno in merito al numero di delitti commessi e denunciati enuclea una prima certezza: sono le città che detengono il drammatico primato di reati commessi. Ai quali possiamo aggiungere anche Torino e Roma. Ossia, leggendo neanche troppo tra le righe: le realtà amministrate dal Pd (le prime 5 città elencate) e quelle finora in mano agli ex grillini (la capitale e il capoluogo piemontese) sono quelle in cui la criminalità impazza più che mai.

Sicurezza, indagine Sole 24 ore: alle città che il Pd amministra l’inquietante primato di crimini

Dunque, il Pd amministra – stando all’indagine del quotidiano economico, evidentemente con scarsi risultati su prevenzione e sicurezza – le città che registrano i più alti numeri della criminalità tornata a esibirsi a pieno ritmo dopo la sosta imposta dal Covid. Del resto, le priorità della sinistra buonista e accogliente a tutti i costi sono notoriamente altre: dal Ddl Zan, allo Ius soli, passando per la rivoluzione green. Punti all’ordine del giorno degli amministratori locali che poco hanno a che fare con una realtà quotidiana fatta di scippi, rapine, furti, violenze sessuali. E così, l’inchiesta registra una recrudescenza del crimine e un allarme via via sempre più inquietanti.

La Milano di Sala in vetta alla classifica delle città con più denunce in rapporto ai residenti

E così, Milano si conferma città in vetta alla classifica sui reati, per denunce in rapporto alla popolazione residente. Seguita in questo tutt’altro che ragguardevole primato da Bologna e Rimini. Mentre Oristano, considerata quella più sicura, occupa trionfalmente l’ultimo posto della disdicevole hit. Non solo. Dalla classifica del Sole 24 Ore che ha pubblicato l’Indice di criminalità nelle Province Italiane, oltre al dato inconfutabile che la sicurezza non abita proprio a sinistra, si evince anche che, nella Milano governata dal sindaco Sala, ogni 100.000 abitanti vengono commessi 4.866 reati. Con gli immigrati protagonisti della scena in oltre metà dei casi: ossia del 57% del totale. Un totale che annovera, a seconda delle denunce: furti con destrezza. Rapine nei negozi. Droga e stupri.

Indagine Sole 24 ore sui crimini nelle città: primato Pd, dopo Milano, Bologna, Rimini e Prato

Nella classifica si confermano così le criticità legate alla sicurezza nelle grandi aree metropolitane. Tutte tra le prime 20 province della graduatoria. E per cui, per esempio, la rossa Bologna (dove gli elettori hanno appena riconfermato il sindaco Pd Matteo Lepore ) sale al secondo posto. Seguita sul podio che attesta il primato di denunce ogni 100mila abitanti da Rimini: amministrata dal primo cittadino di origini iraniane, Jamil Sadegholvaad: che si professa riminese doc e esponente del Pd. Prato, poi, con le comunità cinesi salde al controllo dell’operosa cittadina industriale, viene subito dopo. E per cui l’indagine documenta il 63% dei reati ascrivibili agli immigrati… All’interno della classifica, poi, le diverse realtà metropolitane si distinguono per tipologie di crimini e relativi primati.

Padova detiene il primato dei reati di droga. Parma quello delle rapine nei negozi

E allora, come riferisce l’Ansa sul tema, se «Padova risulta quella più sotto pressione per i reati di droga. Parma per le rapine nei negozi. Imperia per percosse e lesioni dolose denunciate». Con le denunce nei primi sei mesi 2021 che segnano «un +7,5% sul 2020. Con più scippi. Furti di auto e moto. Meno nelle case». In generale, poi, le violenze sessuali risultano in crescita del 18% su base annua. Con in media 13 denunce al giorno. E aumentano anche le violenze urbane e le risse: voci che registrano al loro attivo 224 episodi di minacce e percosse ogni 24 ore. Il boom, poi, arriva dal digitale: con oltre ottocento reati informatici al giorno nei primi sei mesi di quest’anno.

Stupri in aumento del 18%. Cresce anche il numero di violenze di piazza e risse

E ancora, archiviati i lockdown, ladri e rapinatori sono tornati in azione. E via con una nuova impennata di scippi (+35%). Furti di motocicli (+17%) e di autovetture (+16%). Ma, come detto, a preoccupare sono le violenze sessuali (+18%). E l’aumento delle violenze di piazza e delle risse. Un quadro davvero inquietante, quello che registra i crimini e i reati nelle nostre città, in cui fa eccezione solo il caso di Verona. Che, rileva Libero tra gli altri, in queste ore, «era al 33esimo posto sei anni fa. Mentre adesso è al 54esimo. È la più sicura tra quelle di pari dimensioni nella fascia con oltre 200.000 abitanti. Dal 2015 a oggi Verona è migliorata di 21 posizioni, di cui ben 14 dal 2017».

L’eccezione del caso Verona che primeggia per sicurezza: il punto del sindaco di Fdi Sboarina

Non per niente il sindaco di Verona è Federico Sboarina di Fratelli d’Italia. Che ha ereditato l’incarico di primo cittadino nel 2017 da Flavio Tosi. E che sugli esiti evidenziati dall’inchiesta del Sole 24 ore da Libero commenta: «Sono contento del risultato di questa indagine, che tuttavia non mi sorprende. Il lavoro paga e questi dati lo confermano. Il nostro territorio, sia in città che in provincia, è presidiato e costantemente controllato dalle Forze dell’Ordine. Lo è durante tutto l’anno. E la lotta alla microcriminalità è uno degli obiettivi per il quale in questi anni abbiamo investito risorse importanti: in termini di strumentazione e risorse umane. Ancora una volta i numeri mettono a tacere le polemiche e i finti allarmi. Questi dati rispecchiano le azioni compiute. Tutto il resto sono parole al vento», ha dichiarato Sboarina, giustamente soddisfatto.

 

 

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