“Dallo “Zoo di 105″ insulti ai gay e battute sessiste”. L’Agcom infligge una stangata da 125mila euro (audio)

mercoledì 27 Ottobre 15:52 - di Penelope Corrado
zoo 105

Uso di “espressioni volgari e denigratorie rivolte in particolar modo contro donne e omosessuali”. Per questo motivo la Commissione Servizi e Prodotti (CSP) dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha sanzionato con una multa di 125 mila euro (delibera n. 183/21/CSP) la società Radio Studio 105 S.p.a. per la diffusione di due puntate in fascia diurna del programma “Lo Zoo di 105”. E’ quanto si legge in una nota dell’Autorità che spiega di avere “accertato la violazione dell’art. 34, comma 2, del Tusmar che vieta di trasmettere ‘programmi che possono nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori e film vietati ai minori di anni 14’. All’interno delle due puntate sanzionate, andate in onda alla fine del 2020, sono state pronunciate, in maniera continuativa e morbosa, allusioni sessuali, messaggi di intolleranza e sono state utilizzate espressioni volgari e denigratorie rivolte in particolar modo contro donne e omosessuali”.

Lo Zoo di 105 aveva già ricevuto diverse diffide

L’Agcom ricorda che “l’emittente Radio 105 era già stata diffidata in passato dall’Autorità per aver diffuso espressioni dal contenuto fortemente denigratorio in violazione del regolamento di contrasto all’hatespeech (Delibera n. 157/19/CONS)”.

Commentando la delibera, la Commissaria relatrice Elisa Giomi, sociologa dei media, ha dichiarato: “E’ fuori luogo parlare di uso iperbolico di espressioni grezze o di mero elemento sonoro – come hanno argomentato, a difesa delle trasmissioni sanzionate, i rappresentanti di Radio Studio 105 – perché il registro umoristico, in queste circostanze, è un’aggravante, contribuisce a creare accettazione e consenso sociale intorno al linguaggio d’odio e allo scherno sprezzante. Ugualmente, il meccanismo della ripetizione ossessiva non determina la perdita di significato delle parole, ma al contrario ne aumenta la carica nociva e il potenziale di riproduzione, come accade con i virus che più circolano più sfuggono al controllo”.

La commissaria relatrice Elena Giomi ha riscontrato violazioni “di elevata entità” alle regole imposte al Testo unico della radiotelevisione, elencando ben 247 parolacce in quattro ore on air”. Davvero un primato.

 

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