Campi: c’è una trappola mediatica in corso. Vogliono usare Berlusconi contro il centrodestra

lunedì 11 Ottobre 15:29 - di Redazione

Il politologo Alessandro Campi, in un’intervista a Libero, suggerisce alla destra di non regalare alla sinistra temi come  “lavoro, la protezione sociale, l’ambiente, i giovani“. Quindi commenta l’idea di un “federatore” del centrodestra che a suo avviso non serve: mentre serve “un progetto politico coerente e condiviso. E certo non aiuta che un pezzo dell’alleanza stia al governo e un altro all’opposizione”.

Campi: ora la sinistra applaude Berlusconi, prima lo ha demonizzato

Secondo Campi ora la sinistra applaude al Berlusconi moderato perché vuole disarticolare il centrodestra. “Lo standing del Cavaliere sulla scena internazionale, quando governava ed era in auge, non era francamente altissimo. Abbiamo dimenticato tutto, ma per anni nelle cancellerie e sulla stampa mondiale lo si è descritto come un impresentabile, un Mussolini in versione catodica“. Oggi la sinistra giudica Berlusconi uno statista mentre prima lo bollava come “un pericoloso populista”.

Una trappola mediatica contro il centrodestra

Si tratta di una trappola mediatica. “Il problema – afferma Campi – è che dalle parti di Forza Italia qualcuno ha già abboccato. Il trattamento mediatico riservato oggi alla Lega e a Fdi è esattamente lo stesso (ad opera degli stessi ambienti) inflitto per vent’ anni ai berlusconiani. Come fanno a non rendersene conto?”.

Campi: non è il fascismo che minaccia le democrazie, ma la tecnocrazia

E  conclude osservando che oggi “le democrazie pluralistico-rappresentative sono minacciate non dal neo-fascismo (che è poco più di un’arma di distrazione di massa) o dal populismo (uno spauracchio gonfiato ad arte), ma dalla tecnocrazia. La competenza si sta mangiando la rappresentanza e nessuno sembra aver niente da dire”.

Infine, alla domanda se alle elezioni questo centrodestra arriverà nella forma attuale, Campi risponde così: «Ho sempre considerato il centrodestra un blocco sociale, prima che un’alleanza tra partiti. Leo Longanesi, ai tempi dell’egemonia della Democrazia cristiana, parlava della “destra sommersa”. È il grande corpaccione moderato-conservatore che in Italia è sempre stato socialmente egemone, anche se culturalmente marginale e politicamente mal rappresentato. Berlusconi è stato il primo a renderlo un blocco politico organico e riconoscibile. Sarebbe strano se, per ragioni di sopravvivenza personale, fosse ora lui – come molti gli suggeriscono da sinistra – a favorirne la dissoluzione”.

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