Architetto ucciso in casa dai ladri davanti moglie e figli in piena notte: arrestati tre albanesi

venerdì 1 Ottobre 12:05 - di Federica Argento
Architetto ucciso in casa albanesi

Tre arresti per la morte di Roberto Mottura, l’architetto  50enne che nella notte tra l’8 e il 9 giugno di quest’anno aveva sorpreso i ladri nella sua casa di Piossasco. Gli spararono davanti a moglie e figli senza pietà. I fermati, si apprende, sarebbero tre uomini albanesi. Le prove raccolte dagli investigatori sembrano confermare che il delitto sia stato l’esito di una rapina finita male. “Spero che marciscano in galera”, ha affermato il fratello della vittima”. “Questi mesi sono stati terrificanti”. “Spero davvero che questa storia sia arrivata a una svolta. Lo spero per la famiglia di mio fratello, per i miei genitori, per tutti noi. Sono le parole di Enrico Mottura in un’intervista a La Stampa.

Architetto ucciso: tre albanesi fermati

Dopo il fermo, ora, si attende la convalida del gip, attensa nelle prossime ore. I tre albanesi, filtra da ambienti investigativi – apprendiamo dal Tempo  on line-  sarebbero tutti irregolari e uno colpito da decreto di espulsione. Un caso, l’ennesimo, che chiama in causa l’inerzia del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Rimaniamo ancora una volta senza parole, se tutto fosse confermato, di fronte ai crimini commessi da chi non aveva neanc he il diritto di circolare in Italia. Troppi casi, troppa inerzia che somiglia a una resa.

Il fratello della vittima: “Spero marciscano in galera”

Subito dopo il fermo, le parole di Enrico Mottura, il fratello d Roberto: “Mi hanno chiamato adesso i carabinieri: li hanno presi. Gli assassini di mio fratello sono stati arrestati e adesso spero che marciscano in galera“. E ancora: “Spero davvero che questa storia sia arrivata ad una svolta. Lo spero per la famiglia di mio fratello, per i miei genitori, per tutti noi. Questi mesi sono stati terrificanti”, ha aggiunto interpellato daa La Stampa. E ancora: “Sono dei ladri. Una banda di ladri che andava in giro armata. Ma ci pensa: per un furto questi ammazzano una persona per portare via quattro oggetti. È pazzesco tutto questo”. Quando gli chiedono se è contento, Enrico Mottura replica amaramente: “Sì, certo. Anche se, alla fine di tutto, questa è una magra, magrissima soddisfazione. Perché mio fratello non c’è più, e c’è una famiglia distrutta da tutto questo dolore. Quantomeno quella gente non è più in giro a fare altri danni. Adesso sono rinchiusi dentro una cella e ci resteranno, spero”.

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