Lega, i salviniani ce l’hanno con Giorgetti: “Lui vuole Draghi al Quirinale per diventare premier”

giovedì 30 Settembre 16:03 - di Francesco Severini

Salviniani contro Giorgetti nella Lega, dove soffiano venti di tempesta. Negarlo sarebbe inutile. E mentre Matteo Salvini innalza le barricate in difesa della sua linea populista i fedelissimi si tolgono i sassolini dalla scarpa. Sassolini che vanno tutti a finire su Giancarlo Giorgetti, che con la sua intervista di tre giorni fa ha aperto nella Lega una partita che non si sa come andrà a finire.

Nella Lega scorrono i veleni. Contro Giorgetti

“Nei corridoi di Montecitorio – scrive La Stampa –  ma anche nelle piazze della campagna elettorale, i veleni verso il ministro dello Sviluppo economico sono molto diffusi: «Vuole mandare Draghi al Quirinale per diventare premier», dice un deputato. L’ambizione di Giorgetti probabilmente non è così grande («il suo sogno è tornarsene a una vita tranquilla davanti al suo lago» dice chi lo conosce bene) e soprattutto l’ipotesi sembra piuttosto spericolata, difficile che Draghi venga sostituito da un politico, ma le malignità sul ministro rivelano l’atmosfera chi si respira tra le persone vicine al segretario, «e se si candida noi non lo votiamo», aggiunge il parlamentare salviniano. Cattiverie alle quali Giorgetti non replica”.

Salvini fa capire che la linea non si cambia

Quelli che volevano un centrodestra meno sovranista si fregano le mani, pregustando la caduta definitiva di Salvini. Il quale non si dà per vinto e rilancia, chiedendo a Draghi come mai tutti stanno riaprendo e l’Italia no. Una dichiarazione che lascia intendere che la linea resta sempre la stessa. E che ha destato disappunto a Palazzo Chigi. 

Il caso Morisi ha accelerato il processo di chiarimento

È evidente che il caso Morisi  – sottolinea Il Giornale  – “ha accelerato un processo di «chiarimento» interno alla Lega, che già covava da mesi. “Un pezzo del partito, e non una a caso ma quella dei territori storici leghisti, il Veneto in primis, è ormai draghiana («Draghi è un personaggio eccezionale» ha detto Giorgetti l’altro giorno a Conegliano Veneto per una tappa elettorale). Le ambiguità tra le due linee e gli scivoloni vengono mandati giù fintanto che le cose vanno bene, ma quando come adesso arrivano segnali di arretramento allora è la volta che i malumori vengono allo scoperto. È quello che ci si aspetta succeda dopo le amministrative”.

 

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