“Salvini poteva non sapere?”. La Gruber e Scanzi gongolano sul caso Morisi. Sallusti li stende (video)

martedì 28 Settembre 12:11 - di Alberto Consoli
Gruber Salvini Scanzi

“Salvini poteva non sapere?“. Con questa domanda Lilli Gruber ha trasformato il caso Morisi  in un processo al leader della Lega Matteo Salvini. Il tutto è avvenuto nel salotto di  Otto e mezzo su La7, nella puntata del 27 settembre. A fronteggiare Alessandro Sallusti -che sostiene che “tempismo e meccanismo sono sospetti“- la conduttrice mette Andrea Scanzi. La domanda è molto tendenziosa. Nei talk show e nei giornali di sinistra le uniche domande possibili sono state, all’epoca: “Berlusconi poteva non sapere?”, al tempo delle olgettine; ed oggi è naturale chiedersi se il leader della Lega potesse ignorare cosa facesse a casa sua  Morisi. E’ proibito porsi lo stesso quesito  su altri leader, Grillo per esempio. Lo  rimarca Sallusti: Grillo poteva non sapere del figlio e del presunto stupro? Ma il direttore di Libero se lo chiede per rimarcare ben altro: “tempismo e dinamica coincidono con importanti snodi politici”. E ancora, sottolinea: “Io non so se è colpevole o innocente: e se ha infranto la legge è giustissimo che paghi”.

Sallusti: “Appiccicare la responsabilità a Salvini è un triplo salto mortale”

Però tutto è abnorme: “Stiamo facendo un processo senza aver visto le carte”, sottolinea il direttore. “Salvini poteva non sapere, secondo te?”, insiste la conduttrice. “Immagino di sì– risponde– . Io ho 25 collaboratori fuori da questa porta e non so cosa facciano nella loro vita privata, non conosco i loro vizi e virtù. E appiccicare a Salvini oggi la responsabilità mi sembra un triplo salto mortale“. Resta un fatto incontrovertibile che né la conduttrice né il vice- Travaglio Andrea Scanzi sfiorano minimamente. A Sallusti l’arduo compito di far notare al duo anti-salviniano che: “Questa inchiesta poteva essere annunciata un giorno dopo il voto”. Invece “oggi siamo qui a parlarne e stiamo pure ipotizzando che Salvini sapeva”. Insomma, conclude Sallusti: “Uno spettatore distratto potrebbe farsi l’idea che sia Salvini ad essere accusato di spaccio. Ad Andrea Scanzi dico che Grillo ha avuto un problema ed è andato ad insultare tutte le donne”.

Gruber e Scanzi fanno il processo a Salvini

Il riferimento è al video in difesa del figlio al quale nessuno ha risposto: “Ma Grillo poteva non sapere?”. Alla condiserazione del direttore di Libero si risente – come ti sbagli- Scanzi, che si stizzisce: ora stiamo parlando di Morisi e Salvini, dice e accusa: “Tra l’altro a dire che si tratta di una vicenda soltanto personale si fa un po’ fatica; perché si fatica a dire che non abbia connotazioni politiche. Fino a sette giorni fa, Morisi era la persona più vicina a Salvini, tutto ciò che usciva sui social lo decideva lui.  Dunque, subdolamente, fa intendere agli spettatori che no, Salvini non poteva non sapere. Il duo Gruber- Travaglio ci sguazza alla grande nel caso Morisi.

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