Travaglio sotto choc, Sallusti lo stende sulla Trattativa. E la Gruber: “Marco, sei uno sconfitto?” (video)

sabato 25 Settembre 8:43 - di Gabriele Alberti
Travaglio Sallusti

Scintille tra il giustizialista Marco Travaglio e Alessandro Sallusti a Otto e mezzo da Lilli Gruber. La sentenza d’appello che spazza via il teorema della Trattativa Stato -Mafia e che, tra le altre cose, assolve  Marcello Dell’Utri, continua a scuotere il sistema nervoso del direttore del Fatto. Non contento di avere affidato al suo editoriale parole di fuoco contro la sentenza, ha proseguito in tv a sostenere tesi che Sallusti ha ribattuto punto per punto. Serata memorabile su La 7, con una Gruber che “perfidamente” esordisce: “Marco, ma tu sei uno sconfitto?“. “Io non ero imputato, sono un giornalista che ha raccontato la trattativa”, ribatte il direttore de Il Fatto quotidiano. Che non cambia idea sull’inchiesta. Per lui: “Questa sentenza non scrive mai che il fatto non sussiste, infatti sono stati condannati i mafiosi. Dell’Utri è stato assolto perché non c’è la prova che abbia trasmesso le minacce dei mafiosi a Berlusconi. Quindi non c’è una sola parola che devo correggere“, conclude.

Trattativa, Sallusti Stende Travaglio. Lui è sotto choc

Entra in campo il direttore di Libero che gli ribatte che il castello accusatorio era fondato su “tutte inchieste finite nel nulla e che hanno inquinato la democrazia“. Il direttore del Fatto quotidiano prova a rispondere: “Puoi dire quello che vuoi, ma il fatto sussiste: hanno stabilito che i carabinieri lo potevano fare, i mafiosi no”.  E’ stizzito, si sente sotto processo, non si rassegna alla sentenza che smaterializza le sue campagne. “La sentenza dice che il fatto c’è”, insiste Travaglio. “La trattativa l’hanno iniziata i carabinieri, a capocchia“. Poi pretende di avere ragione, di insegnare. “Ti mancano i fondamentali”, sibila a Sallusti. Il quale lo mette a posto con una pazienza certosina: “Sussiste che non è reato. Io non voglio insegnare a tre carabinieri il mestiere ma la sentenza dice che non hanno trattato”. “Leggiti queste due pagine, non capisci nulla”, lo insulta quindi Travaglio. “Bisogna saper perdere nella vita”, lo zittisce Sallusti.

L’unica difesa possibile è in calcio d’angolo per Travaglio: “Aspetto le motivazioni della sentenza”. La Gruber sorniona se la gode. E ridacchia quando in studio Alessandro Sallusti e Marco Travaglio “se le suonano” anche su Luca Palamara.

Sallusti a Travaglio: ” Zitto  tu che credi a uno che ha sciolto i bambini nell’acido…”

“Il sistema che ha raccontato spiega che del giudicante non gliene frega niente a nessuno. Perché il giudizio arriva anni dopo la necessità di qualcuno di deviare il corso delle cose”, sottolinea il direttore di Libero. “Il fatto non sussiste reato”, spiegano i giudici, e Sallusti  riflette proprio su quello che succede nei tribunali italiani. “Ma quindi certi processi non andrebbero proprio fatti?”, chiede Lilli Gruber, per mettere un altro po’ di benzina sul fuoco . Non le rispondono, i due interlocutori non se la filano impegnati come sono a darsele di santa ragione. “Adesso Palamara è diventato il guru – interviene Travaglio -. Dobbiamo pendere dalle labbra di uno che è stato radiato dalla magistratura per averne combinate di tutti i colori; un magistrato imputato per corruzione…”. Ma Sallusti prende al volo l’assist e incalza Travaglio usando le sue stesse armi: “Ma se tu credi a Spatuzza, uno che scioglie i bambini nell’acido…”.

Travaglio è in trance agonistica e non ascolta neanche più. Va giù dritto: “A me preoccupa molto il messaggio – prosegue imperterrito il direttore del Fatto -: questa è una sentenza preoccupante perché ci dice diue cose: che lo Stato ha trattato con la mafia, uno, e secondo che non è reato quando lo fa lo Stato, ma è reato quando lo fa la mafia. Tipico di una giustizia anni 50, quando i signori non si toccavano mai…”. Replica finale di Sallusti: “A me viene in mente che c’è un rapinatore in banca con degli ostaggi, e fuori ci sono i poliziotti. Ufficialmente aprono una trattativa, in realtà stanno prendendo per tempo e capire come fermare i ladri”.

 

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *