L’assassino di Chiara Ugolini doveva essere in carcere. “È stato un raptus, sapevo che era sola in casa”

martedì 7 Settembre 8:52 - di Penelope Corrado
Emanuele Impellizzeri, Chiara Ugolini

Emanuele Impellizzeri, il 38enne che domenica ha ucciso Chiara Ugolini nella sua casa in provincia di Verona era agli arresti domiciliari per rapina e reati di droga. L’uomo vanta un lungo curriculum criminale per rapina e furto, era uscito dal carcere il 28 giugno ed era in regime di affidamento in prova ai servizi sociali.

Impellizzeri vive al piano terra con la moglie e la figlia di 8 anni. Chiara viveva col compagno al secondo piano dello stesso palazzo a Calmassino di Bardolino, sulle colline vicino al Garda. Per arrivarci, il pregiudicato sarebbe passato dalla finestra sulla tromba delle scale. Il 38enne non avrebbe però spiegato perché ha provato a entrare. Tra i vari moventi al vaglio dei carabinieri non viene escluso l’omicidio a sfondo sessuale. Impellizzeri si è limitato a dire agli investigatori che il delitto era avvenuto domenica perché «sapeva che avrebbe trovato la vittima da sola a casa».

Si indaga sul movente del delitto: vendetta o aggressione sessuale

Sul corpo della giovane, che presenta una lieve ecchimosi alla testa, il pm Eugenia Bertini ha disposto l’autopsia. Servirà a capire anche come è morta, visto che nell’abitazione non è stata trovata alcuna arma e l’omicida ha parlato genericamente di una spinta a terra.

Dopo l’omicidio Emanuele Impellizzeri, era scappato in moto. Fermato sull’A1, verso Firenze 1 2 3. Era diretto a Catania. In faccia e sul collo aveva ancora i graffi, sui vestiti le macchie di sangue. Ha confessato dopo poco. «Ho avuto un impulso, non so cosa mi sia successo».

“Impellizzeri doveva stare in carcere”

 «Sapeva che era un pregiudicato – racconta ai giornali Corrado Boscaini, un amico della vittima – e non le piaceva. Non che Chiara avesse paura di lui, però diceva che aveva una faccia un po’ inquietante. Ad ogni modo lei e Daniel non mi avevano mai raccontato di particolari screzi con quel vicino».

Katya Bozzini, la madre del compagno di Chiara, non sa cosa possa aver fatto scattare quella furia omicida da parte di Emanuele Impellizzeri. «L’unico bisticcio – ha detto al Corriere del Veneto – risale a diversi mesi fa, per un parcheggio. Ma dopo la faccenda si era sistemata e non c’erano stati altri screzi. E comunque lui non aveva mai insidiato Chiara». Fino a domenica, quando l’uomo si è arrampicato sul terrazzo piombandole in cucina mentre Chiara Ugolini era sola in casa. «D’ora in poi quel porco maledetto deve marcire in carcere – si sfoga la madre di Daniel – è un pazzo criminale. E ormai è morta, la mia bambina adesso è morta…».

 

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *