Il Fatto continua a demolire Conte: il suo è lo “stile Forlani”, non si capisce più il messaggio

martedì 21 Settembre 8:19 - di Adele Sirocchi

Se Il Fatto di Marco Travaglio, tra i principali sponsor di Giuseppe Conte, si mette a dibattere sull’efficacia del Conte leader dei Cinquestelle, vuol dire che qualcosa non sta funzionando. E forse parte proprio tutto da quell’incauta affermazione dell’ex premier sulla faticaccia insostenibile che sarebbe rappresentata dall’essere a capo di un movimento sfilacciato, disorientato e in caduta libera. A difenderlo si impegnò Andrea Scanzi: è stato un errore di ingenuità, perdonatelo. Ma chissà in quanti hanno seguito il suo consiglio. Mentre a bordo campo sgomita per la leadership Virginia Raggi.

Virginia Raggi si scalda a bordo campo per diventare lei la leader del M5S

Su cosa si fonda la sua ambizione? Intanto la sindaca uscente di Roma, nonostante il suo mandato abbia brillato per incompetenza e gaffe, gode della stima e dell’appoggio di Beppe Grillo. Poi può contare sul sostegno di Alessandro Di Battista. Infine, al ballottaggio di Roma, il Pd dovrà fare la trattativa con lei facendo finire nell’ombra Giuseppe Conte. Ed ecco i punti di forza sui quali Virginia basa le sue aspettative di poter guidare in un prossimo futuro il movimento.

Il Fatto fiuta l’aria che tira e prende le distanze da Conte

Anche al Fatto si pongono delle domande. Vale la pena fare i pasdaran di Giuseppe Conte? E così ieri la prima bordata è arrivata da Selvaggia Lucarelli. L’opinionista è data per uscente dalla famiglia dei travagliati ma non ancora così uscente da non firmare in prima pagina un attacco a Conte che era impossibile non notare.

Oggi un nuovo attacco: quello di Conte è lo “stile Forlani”

E oggi le risponde Antonello Caporale. “È vero, il discorso pubblico di Giuseppe Conte è inodore e insapore. Scorre via come acqua. Non c’è una direzione di marcia, né un’idea forte di società. È un insieme vaporoso di proponimenti. L’ecumenismo, questa oramai provata abilità dell’ex premier di rivolgersi a destra e a manca facendo attenzione a non urtare la suscettibilità degli uni e degli altri … è l’elemento distintivo. D’accordo. E però c’è da chiedersi perché Giuseppe Conte riempia le piazze, tutte le piazze, nelle piccole e nelle grandi città. A sud e a nord. Presidente di un movimento che sembra una meringa, friabile al punto che al primo boccone si riduce in frantumi…”.

Eppure, sottolinea Caporale, la camomilla contiana ha successo. No, gli replica sempre sul Fatto Peter Gomez, lo stile di Conte è lo “stile Forlani”. prima il M5S voleva alcune cose chiare: no alla casta, sì al reddito di cittadinanza. “Oggi invece nessuno sa cosa vogliano (a parte sopravvivere)”. Il che, a onor del vero, non è certo colpa di Conte. Ma nel M5S sono pronti a imputargli l’annacquamento del messaggio politico. E Il Fatto sta diventando il foglio dove si raccolgono le accuse.

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