La tragedia del 2017
Addio al piccolo Mattia Maestri, in coma da 9 anni per aver mangiato formaggio a latte crudo contaminato
E’ morto Mattia Maestri, il bambino rimasto in stato vegetativo dal 2017 dopo aver consumato un formaggio a latte crudo contaminato. A riportare la notizia il T quotidiano autonomo del Trentino Alto Adige sottolineando che l’annuncio è stato dato dal padre Giovanni Battista Maestri: “Il nostro Mattia ci ha lasciato e a nome suo vi ringrazio per aver contribuito a rendere meno dolorosa la sua scomparsa”.
La morte di Mattia Maestri causata da un formaggio
Il bambino aveva contratto la sindrome emolitico-uremica, nota come Seu, provocata da un ceppo di Escherichia coli produttore di Shigatossina, o Stec. La malattia può causare insufficienza renale, anemia e riduzione delle piastrine; nei casi più gravi può provocare convulsioni, coma e danni neurologici. Secondo l’Istituto superiore di sanità, i bambini sotto i cinque anni sono tra i soggetti maggiormente esposti alle forme più severe dell’infezione.
Il bambino, che allora aveva quattro anni, consumò un formaggio a latte crudo contaminato dal batterio Escherichia coli produttore di Shiga tossina (STEC). Il formaggio era il “Due Laghi”, un formaggio a latte crudo prodotto dal Caseificio Sociale di Coredo, in Val di Non (Trentino). Il caso riguardava uno specifico lotto contaminato e non significa che tutti i formaggi a latte crudo siano pericolosi. Una sentenza della Cassazione aveva confermato il nesso di causa rendendo irrevocabile le condanne per lesioni colpose di due responsabili del caseificio.
Le cause della morte e il prodotto incriminato
L’infezione provocò la sindrome emolitico-uremica (SEU), una grave complicanza che gli causò danni neurologici irreversibili. Dopo un lungo ricovero ospedaliero e numerosi tentativi terapeutici, Mattia crollò in stato vegetativo, restando in coma per oltre nove anni, assistito costantemente dalla sua famiglia. Un caso che diede il via a un lungo iter giudiziario per accertare le responsabilità legate alla produzione e alla commercializzazione del formaggio contaminato. Nel frattempo il padre Giovanni Battista Maestri ha lanciato una campagna di sensibilizzazione sui rischi connessi al consumo di prodotti realizzati con latte non pastorizzato, in particolare per i bambini, anche con la pubblicazione del libro “La verità sui pericoli dei formaggi a latte non pastorizzato”, presentato nel febbraio scorso al Senato.