Bassetti svela: “Straordinari risultati dalla cura del Covid con anakinra, merito anche del mio gruppo”

venerdì 3 Settembre 16:20 - di Monica Pucci
Bassetti loda la cura con Anakinra

“E’ appena stato pubblicato su ‘Nature Medicine‘ l’articolo che riporta i risultati dello studio ‘Save More‘. I risultati raggiunti con questo studio randomizzato in doppio cieco con anakinra sono straordinari sotto tutti i punti di vista, e per la prima volta si utilizza la combinazione di un farmaco come anakinra associato a un biomarker, il suPar, per la selezione dei pazienti più a rischio di progressione del Covid. L’uso di anakinra ha ridotto mortalità e progressione di malattie”. Lo scrive su Facebook Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova.

“Una ulteriore arma per spegnere la grave infiammazione che scatena il Covid – commenta – Con orgoglio il mio gruppo di studio ha partecipato a questo studio greco-italiano con l’arruolamento di numerosi pazienti”.

Bassetti e l’utilizzo dell’anakinra

Anakinra è la forma ricombinante, prodotta con tecniche di biologia molecolare, di una molecola che tutti noi possediamo, detta antagonista recettoriale di interleuchina 1 (IL-1). Agisce in modo selettivo bloccando l’azione di IL-1, una piccola molecola che ha un importante effetto infiammatorio. Per causare l’infiammazione, IL-1 deve legarsi al suo recettore; Anakinra agisce impedendo il legame dell’IL-1 con il recettore. La somministrazione precoce di anakinra, in associazione con lo standard terapeutico attuale, è in grado di ridurre del 55% la mortalità dei pazienti con polmonite ricoverati per Covid-19, sostiene lo studio SAVE-MORE, condotto tra Italia e Grecia su circa 600 pazienti ospedalizzati.

“L’anti-infiammatorio Anakinra, usato per il trattamento dell’ artrite reumatoide, riduce la mortalità dei malati gravi di Covid-19 in modo significativo, se dato in fase precoce della malattia, a differenza di un altro anti-infiammatorio, il tocilizumab, sperimentato nei mesi scorsi”, sosteneva uno studio dell’ospedale San Raffaele di Milano, pubblicato sulla rivista Lancet Reumathology, già nel febbraio scorso.

Anche dallo “Spallanzani” si canta vittoria

“L’impiego “precoce e mirato” di anakinra, in combinazione con lo standard terapeutico attuale, “ha ridotto la mortalità e i ricoveri in terapia intensiva, aumentando la guarigione completa nei pazienti Covid-19 ricoverati con prognosi sfavorevole dovuta al rischio di insufficienza respiratoria grave. La diminuzione della mortalità relativa è stata del 55%, raggiungendo l’80% nei pazienti colpiti da tempesta citochinica”. I dati della ricerca ‘Save-More’, lo studio di fase III, sull’antinfiammatorio anakinra in associazione con lo standard terapeutico attuale nei pazienti con polmonite da Covid-19 da moderata a grave già pubblicizzati da Bassetti, vengono esaltati anche dallo “Spallanzani” di Roma.

“La dimostrazione dell’efficacia di anakinra, antagonista del recettore dell’IL-1, nel ridurre la tempesta citochinica tipica del Covid-19, e l’identificazione di un parametro del sangue facilmente determinabile che possa identificare correttamente i pazienti che si possano giovare di questo stesso farmaco, apre nuovi scenari terapeutici in particolari nei pazienti gravi ad elevato rischio di ingresso in rianimazione e morte”, afferma Emanuele Nicastri, infettivologo e direttore Divisione Malattie infettive ad alta intensità di cura dell’Istituto Spallanzani di Roma – che aiuteranno la comunità scientifica a contrastare gli effetti del virus intervenendo sul suo meccanismo d’azione e annullando la sua forza virale”.

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