Bassetti racconta l’aggressione: «Ero con mia moglie e i miei figli. Quell’uomo mi urlava “ti ammazzo”…»

martedì 31 Agosto 9:41 - di Emanuele Valci
Bassetti aggressione

Dopo la denuncia, Bassetti racconta l’aggressione di cui è stato vittima. «Ero appena rientrato con mia moglie e i miei figli da una breve vacanza in Sardegna. Sono uscito per comperare certi piccoli sigari che ogni tanto fumo. C’è un tabaccaio, vicino a casa, aperto fino a tardi. Sto per rientrare e vedo su di me uno sguardo di persona che mi riconosce. Ha cominciato a ricoprirmi di insulti (tralasciamo qui le parolacce). Mi urlava: “I vaccini fatteli tu”. E ancora: “Ti ammazzo”». Così il professor Matteo Bassetti decrive nei dettagli al Corriere della Sera quei momenti di grande tensione. Una vera e propria aggressione verbale e quasi fisica. Molto violenta, con minacce di morte a lui e alla sua famiglia.

Bassetti e l’aggressione: «Continuava a minacciarmi»

«Non mi sono avvicinato a casa e ho tirato dritto, come se non avessi sentito. Lui continuava a gridarmi: “Girati s…”. Così mi aveva istruito la Digos: sono sotto sorveglianza e ho immediatamente chiamato una loro pattuglia di cui ho il numero diretto, senza passare dal 112. In tre minuti sono arrivati»,  spiega Bassetti. «L’aggressore, quando ha sentito le sirene, è corso via. Ma è stato subito raggiunto dagli agenti. Ho saputo che si tratta di un uomo di 46 anni». L’hanno portato in Questura. «È stato denunciato direttamente dalla polizia, e anche da me. È la settantesima denuncia che presenta il mio avvocato».

«Un errore considerarli folkloristici»

Poi Bassetti approfondisce il perché dell’aggressione. «Parliamo di no vax, ma ci sono anche i no-green pass», afferma. «Un errore sarebbe considerarli folkloristici e personalistici. Al loro interno c’è un po’ di tutto. Molte di queste persone sono veri e propri delinquenti, gestiti non si capisce bene da chi. Il colore politico non c’entra, a mio avviso. Lo slogan è “andare contro” e il vaccino anti Covid è l’obiettivo principale che hanno scelto. La magistratura e lo Stato, però, devono intervenire. Sono fenomeni pericolosi anche se promossi, alla fine, da quattro gatti. Che hanno, purtroppo, molta visibilità».

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