Sassari, un altro caso di malaria: il paziente è un immigrato. «Si tratta di un ceppo più resistente»

sabato 28 Agosto 13:08 - di Renato Fratello
malaria

Un caso di malaria, su un paziente originario del Centro Africa, è stato diagnosticato a Sassari nel reparto di Medicina Interna del Santissima Annunziata. È il secondo caso riscontrato nel Sassarese, il primo tra tra giugno e luglio scorsi. I due episodi, spiegano dall’Azienda ospedaliero universitaria, si registrano in coincidenza con la ripresa della mobilità verso i paesi in cui è elevata la presenza della malaria.

La malaria è una malattia endemica nei Paesi sub-sahariani

«È una malattia endemica nei Paesi sub-sahariani – commenta in una nota Egidio Ricciardi, dirigente medico della Medicina interna – e spesso chi sopravvive, rimanendo esposto quotidianamente alla puntura della zanzara anofele che trasmette il plasmodio, sviluppa una parziale immunità. Questa si perde quando l’individuo soggiorna per un lungo periodo in un paese a malaria free. Diventa così soggetto a contrarre la malattia una volta che rientra nel suo paese d’origine».

Malaria, paziente ricoverato a Sassari

E questo è quanto sarebbe avvenuto al paziente ricoverato in questi giorni nel reparto al primo piano del Santissima Annunziata. Il paziente ha manifestato i primi sintomi una volta ritornato a Sassari: febbre molto alta, dolori addominali, forte nausea, vomito e diarrea. Dopo una serie di esami approfonditi i medici hanno diagnosticato la malattia.

«In questo momento il paziente resta ricoverato ed è sottoposto a una terapia che – afferma ancora lo specialista – è stata concordata con i colleghi della Clinica di Malattie infettive. Rispetto al passato, sono presenti dei ceppi di plasmodio resistenti, per questo le terapie sono composte da un cocktail di farmaci in grado di sconfiggere l’infezione».

I giocatori di calcetto della nazionale libica allo Spallanzani

All’inizio di agosto erano stati ricoverati allo Spallanzani a Roma dieci giocatori della Nazionale libica di calcetto. Si erano ammalati duranti una trasferta in Nigeria.  Lo aveva annunciato lo stesso Istituto di Malattie infettive in una nota: «Durante la notte, all’una, sono stati accolti presso il nostro Istituto, in cooperazione con il ministero degli Affari Esteri, 10 pazienti di nazionalità libica, maschi, nati tra il 1990 ed il 1999, giocatori di calcetto della nazionale libica recatasi in Nigeria per 14 giorni. Il motivo del ricovero è legato all’acquisizione di malaria durante la permanenza in Nigeria».

 

 

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