Biden sposa la tesi di Trump contro la Cina: «Nasconde informazioni cruciali sull’origine del Covid»

sabato 28 Agosto 9:32 - di Emanuele Valci
Biden Cina

Joe Biden punta il dito contro la Cina. Il governo di Pechino «nasconde informazioni cruciali» sulle origini del Covid. Il presidente Usa lo sostiene basandosi su un nuovo rapporto sulla diffusione del virus inviatagli dall’intelligence americana. «Esistono informazioni cruciali sulle origini di questa pandemia nella Repubblica Popolare Cinese. Ma, sin dall’inizio i funzionari del governo cinese hanno lavorato per impedire che gli investigatori internazionali e i membri della comunità della sanità pubblica mondiale vi accedano».

Finalmente Biden vuole che la Cina dica la verità

La denuncia di Biden riapre il confronto sulla Cina. «Il mondo merita risposte e non avrò riposo fino a quando non le avrò. Pechino continua a respingere le richieste di trasparenza e a trattenere le informazioni. Le nazioni responsabili», ha sottolineato il presidente Usa, «non si sottraggono a questo tipo di responsabilità nei confronti del resto del mondo. Le pandemia non rispettano i confini internazionali. E dobbiamo tutti comprendere meglio come il Covid si è originato per evitare ulteriori pandemie».

Il presidente Usa adesso sposa la tesi di Trump

Un’inversione di rotta rispetto al passato. Ora Biden sostiene la tesi che sosteneva Trump. Ma quando lo diceva il Tycoon, i democratici gli si scagliavano contro. Pochi mesi fa Trump aveva fatto discutere con una dichiarazione durissima. «È arrivato il momento, per l’America e per il mondo, di chiedere riparazioni. E di ritenere responsabile il Partito comunista cinese dell’origine del Covid, La Cina deve pagare». Poi un’aggiunta polemica. «Ora anche i media e i democratici stanno ammettendo che l’origine del virus è in un laboratorio del governo cinese».

Biden, la Cina e la fuga dal laboratorio

L’ipotesi della fuga dal laboratorio sta guadagnando sempre più slancio. Joe Biden ha ordinato agli 007 di indagare, Fauci vuole vedere le cartelle cliniche dei ricercatori di Wuhan che si sono ammalati nel novembre del 2019. Ed è giallo sul perché abbiano aspettato fino a ora. Per Trump, Pechino dovrebbe pagare 10.000 miliardi di dollari. Tutti i Paesi che devono soldi alla superpotenza asiatica dovrebbero vedere il loro debito azzerato «come anticipo sulle riparazioni».

La risposta (scontata) di Pechino

«Il rapporto è stato prodotto dagli Stati Uniti sotto la guida delle agenzie di intelligence. E non c’è alcun tipo di scientificità o credibilità». È questa la risposta scontata della Cina. Per Pechino, ora gli Stati Uniti «stanno ripetendo i vecchi trucchi» sminuendo la credibilità del rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a cui la Cina ha partecipato e dando “fiducia” a quello delle sue agenzie».

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