Covid-19, gli Usa in campo con i farmaci anti-malaria. Trump: «Sconfiggeremo il virus cinese»

giovedì 19 Marzo 18:36 - di Redazione
Trump

Donald Trump in campo per fronteggiare l’emergenza Covid-19. «Non vedo il virus come un atto di Dio, lo vedo come qualcosa che ha solo sorpreso il mondo intero», ha detto il presidente Usa. «Se la gente lo avesse conosciuto prima – ha continuato – lo avrebbe fermato sul posto, sarebbe stato fermato lì da dove viene: la Cina». Le parole di Trump tradiscono la preoccupazione che il virus possa diventare la variabile impazzita delle presidenziali del prossimo novembre. Il presidente era pronto a puntare tutte le fiches della sua rielezione sui dati dell’economia, mai così positivi come ora. L’emergenza rischia ora di far passare tutto in secondo a vantaggio della crisi sanitaria.

Trump preoccupato dei riflessi sull’economia

Il capo della Casa Bianca ha tutto il tempo per ricalibrare il tiro e per estendere su questo nuovo fronte il manto protettivo con cui nel 2016 seppe offrire una prospettiva economica e sociale alle tante vittime americane della globalizzazione. Soprattutto agli operai del Middle West, la regione americana più legata alla produzione di automobili. L’imperversare della pandemia ingenera nei cittadini il desiderio di tutela e obbliga i governi a caricare sulle spalle dello Stato i relativi costi. Anche per questo lo chiama il «virus cinese». 

Il direttore della Fda: «Occorre un anno per vaccino»

Più facile a dirsi che a farsi negli Stati Uniti, abituati da sempre al far da sé. Un’ideologia che Trump non ha mai mancato di assecondare, quando ha potuto. È anche per questo che continua a indicare il Covid-19 come il «virus cinese». Un modo neanche tanto implicito per addossare la colpa della diffusione del coronavirus a Pechino.Quanto alle misure concrete di contenimento del contagio, il Presidente ha annunciato che contro il virus gli Usa proveranno un anti-malarico. Si tratta della Clorochina, la cui disponibilità – ha assicurato – è pressoché immediata. Ai giornalisti Trump ha presentato il farmaco come «un punto di svolta». Getta acqua sul fuoco, invece, Stephen Hann, direttore della Fda, l’Agenzia federale dei prodotti alimentari e farmaceutici. «Per un vaccino – ha detto – ci vorrà almeno un anno».

 

 

 

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