Alba di terrore a Gallipoli: albanese mitraglia con 18 colpi la casa dell’ex fidanzata e sfiora la strage

martedì 10 Agosto 20:26 - di Redazione
gallipoli, sparatoria

Ha crivellato a colpi di mitragliatrice il residence di Gallipoli dove alloggiava la ex fidanzata, rischiando di procurare una strage. Ben 18 colpi sparati all’alba ad altezza d’uomo. Oggi Ibrahim Rudi, 20enne, residente a Galatina, è finito in manette.

Ha sparato contro la ex e la sorella


Nel pomeriggio a Gallipoli, in provincia di Lecce, militari della sezione operativa del Norm della compagnia di Gallipoli, insieme ai militari della stazione locale dei Carabinieri, a seguito di una segnalazione giunta al 112 per esplosione di colpi di arma da fuoco, sono intervenuti in via Kennedy. Sul posto è stato appurato che erano stati esplosi diversi colpi di arma da fuoco all’indirizzo di due sorelle residenti a Cutrofiano e di altri 3 giovani che si trovavano insieme a loro. Dalle prime dichiarazioni raccolte, è emerso che i colpi erano stati esplosi da un ragazzo di origini albanesi, verosimilmente per motivi di gelosia connessi alla fine della relazione con una delle due sorelle. Il ragazzo, al termine della sparatoria, è poi fuggito in compagnia di due suoi amici a bordo di un’autovettura. Sono stati quindi rinvenuti 18 bossoli di proiettili calibro 7,65. Nessuna delle persone coinvolte è rimasta ferita.

I carabinieri di Gallipoli hanno inviduato due complici


Sono arrivate sul posto anche la sezione rilievi e i militari del nucleo investigativo del reparto operativo per collaborare con i Carabinieri alla ricostruzione precisa dell’accaduto e cercare l’autore della sparatoria e il suo complice. E’ stata quindi setacciata ogni strada: la presenza di numerose pattuglie sul territorio ha consentito ai militari di tessere una fitta rete di controlli che ha loro consentito di rintracciare i responsabili nel paesino di Villa Convento. I responsabili avevano appena abbandonato l’autovettura provando a dileguarsi a piedi e dopo aver tentato di inquinare le prove bruciando gli indumenti indossati e disfacendosi dell’arma, le cui ricerche sono ancora in atto.

Caccia all’arma usata per l’agguato


In caserma, i sostituti procuratori della Repubblica di Lecce che hanno coordinato le indagini hanno emesso un provvedimento di fermo nei confronti del ragazzo albanese, mentre nei confronti dei ragazzi italiani e’ scattata la denuncia in stato di libertà per favoreggiamento. Il giovane dovrà rispondere di tentato omicidio plurimo aggravato, di detenzione e porto illegale di armi da guerra. Il ragazzo è stato portato in carcere.

Tuttavia – come scrive il sito Lecce prima – ancora mancano tasselli alla vicenda. A partire dall’arma, di cui Rudi si sarebbe sbarazzato da qualche parte, forse proprio nelle campagne intorno a Novoli, laddove è stato rintracciato con due amici, un coetaneo di Sogliano Cavour e un 32enne di Novoli. Con loro si sarebbe allontanato dal luogo dell’agguato – ben diciotto i colpi esplosi – a bordo di un’autovettura, facendo perdere le tracce. Fino alla cattura.
(Foto Ansa archivio)

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