Tensioni a Milano
Corteo Lega e 3 serpentoni rossi, un sabato di ordinaria guerriglia: da Pd, pro-Pal e antifà. A Roma ferito un poliziotto
+ Seguici su Google DiscoverRieccoci qua, siamo alle solite. Tensioni tra antagonisti e forze dell’ordine durante il corteo dei centri sociali (splittato in tre frange di partecipanti) partito contro il raduno dei patrioti europei organizzato dalla Lega. Gli antagonisti hanno lanciato petardi, fumogeni, bottiglie contro gli agenti, nel tentativo di forzare il blocco e arrivare in Piazza Duomo. Le forze dell’ordine hanno risposto usando idranti contro i manifestanti. A Roma, in serata, un poliziotto è stato colpito nel corso del corteo degli anarchici dal lancio di una bottiglia. L’agente ha riportato una ferita alla testa ed stato subito medicato.
Corteo Milano, la Lega sfila, i serpentoni rossi contro-manifestano con petardi e bottiglie
Mentre in Piazza Duomo i “Patrioti europei” si riunivano pacificamente con la Lega, a pochi metri di distanza andava in scena il solito repertorio di violenza, fango e intolleranza firmato dalla sinistra radicale e dai centri sociali. Il bilancio del sabato milanese è un bollettino di ordinaria follia: guerriglia urbana, fumogeni contro le forze dell’ordine e un odio cieco che non risparmia nemmeno i muri della città.
L’asse tra Pd e antagonisti fa volare fumogeni e bottiglie. La polizia risponde con gli idranti
A far discutere è soprattutto la scelta politica del Partito Democratico, che ha deciso di sfilare a braccetto con le frange più estreme del mondo antagonista e dei collettivi pro-Pal. Un mix esplosivo che ha puntualmente generato il caos. In Largo Toscanini, seicento incappucciati protetti da striscioni hanno tentato di forzare il blocco di sicurezza per raggiungere il comizio di Salvini. La risposta è stata il lancio di bottiglie, petardi e fumogeni contro gli agenti, costretti a utilizzare gli idranti per respingere l’assalto di chi è sceso in piazza con intenzioni sulla carta di contrarietà e poi, nella pratica, tradotte in violenza spicciola.
Corteo di Milano, tensioni tra antagonisti e forze dell’ordine
Le tensioni tra i manifestanti di area antagonista e le forze dell’ordine al corteo contro il raduno dei “Patrioti europei” in corso in piazza Duomo arrivano al culmine già all’atto della partenza della contro-manifestazione. L’angolo tra Via Mascagni e Via Visconti di Modrone diventa l’epicentro dello scontro tra i manifestanti – circa seicento persone – che hanno accelerato il passo verso il centro, in Largo Toscanini, blindato con i mezzi alari.
“Ieri partigiani, oggi antifascisti”, ma sempre all’assalto e in guerriglia
Incappucciati e annunciati da un lungo striscione protettivo con scritto “Ieri partigiani, oggi antifascisti”, gli antagonisti in testa hanno lanciato fumogeni e bottiglie di vetro verso le forze dell’ordine, inneggiando cori contro la polizia, che li ha respinti usando gli idranti. “Servi dello Stato”, intona il gruppo, mentre suona la carica e dà l’assalto con i tre serpentoni rossi che convergono concentricamente al centro contro il corteo della Lega: tutti con ritrovo in piazza Santo Stefano a pochi passi dal comizio di Matteo Salvini.
Corteo Milano, Pd, pro-Pal e antifà in piazza con furore
Quello dei pro-Pal, partito da Piazza Argentina. Il secondo, d’appoggio strategico e politico del Partito democratico e delle associazioni varie, da Piazza Lima. E quello degli “antifa”, da Piazza Tricolore. Tutti a braccetto, dai giovani dem alle frange più violente della sinistra antagonista. Come da copione annunciato e, poco fa, messo in scena per le strade di Milano nel segno del caos perseguito e attuato.
Odio e scritte choc
Perseguito e attuato in varie forme e in tutti i modi. Sì, perché il degrado morale della protesta ha toccato il fondo anche con gesti simbolici e scritte infami. Durante il corteo “Milano è migrante”, un manifesto della Lega è stato accoltellato e ridotto a brandelli da un attivista arrampicato su una bici, tra gli applausi dei presenti. Un’immagine che descrive perfettamente il clima di intolleranza alimentato da chi predica l’accoglienza, ma pratica la violenza.
Da «Salvini appeso» a «celerini lapidati»
I muri di Via Francesco Scorza sono stati imbrattati con scritte choc: da «Salvini appeso» a «celerini lapidati». Parole che trasudano odio e che dimostrano come la sinistra, quando non ha argomenti, si affidi alla piazza più becera, scegliendo di tornare a un clima e ad azioni da “Anni di piombo”. E confermando che il vero pericolo per la democrazia abita nei loro centri sociali, spacciati per centri di aggregazione e rivendicazione libertaria.
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