I soliti già all'opera
Corteo di Milano, i centri sociali minacciano la guerriglia. Il Pd tace, Salvini replica: non può camminare solo chi ha la bandiera rossa
+ Seguici su Google DiscoverCorteo di Milano in calendario per sabato, ma città e partecipanti sono già sotto assedio di minacce e intimidazioni. I centri sociali preparano un altro sabato di passione per città, col Pd meneghino in modalità “tre scimmiette”: non vedo, non sento, non parlo di loro. Piuttosto, si affanna a replicare e sentenziare su Salvini che ancora una volta ieri, durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione del 18 aprile nella sede della Lega di Via Bellerio è tornato a ribadire che quella della manifestazione del 18 aprile in Piazza Duomo «sarà una piazza per la pace», con ospiti che «si stanno aggiungendo di ora in ora». «Saremo in tanti, colorati, pacifici, ma determinati».
Di tutt’altro avviso e intenzioni, invece, chi osteggia il corteo e si prepara ad assediare la città, pronta a stravolgere evento e strade per far vivere l’ennesima giornata di tumulti, di certo non per colpa di chi scende in piazza per manifestare democraticamente. Il raduno dei “Patrioti” in Piazza Duomo, organizzato dalla Lega per ribadire i temi della pace, del lavoro e della difesa dell’agricoltura — con tanto di trattori al seguito — è già finito nel mirino della galassia antagonista. I centri sociali, dal Cantiere al Lambretta, dai social agli spazi militanti, stanno scaldando i motori del dissenso violento, parlando apertamente di città da “pulire” e promettendo di sbarrare la strada a quello che definiscono un “ripugnante comizio”.
Corteo di Milano, Salvini: «Sabato in migliaia in piazza per la pace»
Un corteo bollato con la lettera scarlatta del disonore dove, tanto per capirsi sul tenore delle polemiche strumentali e fuori tema, tra i tanti – come spiega il leader del Carroccio – in piazza ci saranno anche «20 trattori in rappresentanza del mondo agricolo, perché agricoltori e allevatori sono da sempre difesi dalla Lega e dai Patrioti. Sono le prime vittime del caro energia e carburanti. Un tema su cui tutta la Lega si sta concentrando per proporre al governo soluzioni». Eppure su questo, come sul tenore dell’evento e lo spirito dei suoi partecipanti, i dem di Palazzo Marino (e non solo) fanno spallucce. Come sui violenti che minacciano il solito caos, preferendo concentrarsi sui attacchi e slogan su razzismo e accoglienza. Polemiche che Salvini torna a bollare come frutto di «isteria della sinistra».
Salvini: «Isteria della sinistra». «Camminare non è permesso solo a chi ha bandiera rossa»
Sottolineando nele more: «Va bene tutto, ma siamo in un Paese libero e democratico, non è che camminare fra Porta Venezia a piazza del Duomo sia permesso solo a chi porta a bandiera rossa» rilancia il numero uno del Carroccio. Quindi aggiunge anche: «Che ci sia qualcuno che è proprietario del percorso da Porta Venezia a Piazza Duomo… Allora anche la Stramilano è blasfema»…
Insomma, il clima che si respira all’ombra della Madonnina è cupo, quasi un ritorno agli anni di piombo, con la minaccia di cortei pronti ad “accendere” la città e il rischio infiltrazioni dei black bloc. Eppure, di fronte a questa esplicita strategia della tensione, il Partito democratico ha scelto la via del silenzio. Se non, addirittura, della complicità “silente “. Così, mentre i reparti mobili della Polizia si preparano a blindare il centro per evitare il peggio, a Palazzo Marino la sinistra si diletta con ordini del giorno per condannare politicamente il raduno leghista, guardandosi bene dallo spendere una sola parola di ferma condanna contro chi minaccia la guerriglia urbana.
Per il loro il pericolo arriva sempre e solo da una direzione: anche quando i manganelli e i sassi sono pronti a volare dalle file dei loro “compagni che sbagliano” nei centri sociali.
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