Ma che c'entra con il tennis?
Su Cobolli giallorosso il delirio social dei laziali: sfottò e gufate. Che peccato…
“Non è facile per me parlare adesso. Sono felice per te ma anche triste perché ci sono andato vicino. Adesso che hai coronato il tuo sogno fammi vincere la prossima volta”. Sono le prime parole di Flavio Cobolli rivolte ad Alexander Zverev, pochi minuti dopo la sconfitta alla finalissima del Roland Garros combattuta come un leone fino al quinto set. Dopo oltre quattro ore di gioco, tra rimonte e tie break al cardiopalma il 24enne tennista romano ha dovuto cedere al più “anziano” ed esperto campione tedesco. L’eterno secondo che ieri ha ribaltato la cabala portandosi a casa il trofeo parigino.
Cobolli a Zverev: la prossima volta fammi vincere…
“Sono state le migliori settimane della mia vita, rimane il mio Slam preferito. Lo guardavo sempre in tv, anche se non quando c’era Adriano – ha detto Cobolli rivolgendosi scherzosamente a Panatta – è stato un onore averti qui anche se mi ha messo un pochino sotto pressione. Sono ancora giovane, voglio godermi ogni singolo momento sul campo. Adesso fate rumore per Sascha”.
Le note stonate dei laziali contro Flavio giallorosso
Parole che rendono onore all’atleta azzurro, romano e romanista doc. E qui arrivano le note stonate dei tifosi laziali che, con scarsa galanteria, a tempo di record hanno inscenato sui social (in gemellaggio con gli ultrà interisti) uno sfottò calcistico di cui francamente – chi scrive è una laziale incallita – non si sentiva il bisogno.
“Per la prima volta ho tifato uno straniero”
“Dispiace perché è italiano. Però esagera troppo nel mostrare il suo tifo per la Roma… per la prima volta ho tifato per un tennista straniero”, è il tam tam che corre sulle emittenti biancoazzurre. Alcuni ascoltatori hanno scherzato sulla sconfitta di Cobolli: “Zverev come Lulic”, richiamando la celebre finale di Coppa Italia 2013 vinta dalla Lazio contro la Roma con un gol di Lulic.
Il tennis si trasforma in un derby Roma-Lazio: che peccato
Certo i fan di Flavio al centrale di Parigi hanno fatto la loro parte sventolando dagli spalti le bandiere giallorosse, ma da qui a tifare per l’avversario tedesco e godere per la sconfitta dell’azzurro ce ne passa. Qualcuno – si direbbe a Roma – ha ‘rosicato’ per il tifo romanista alla finalissima del Roland Garros, altri hanno omaggiato Nicola Pietrangeli, “laziale autentico” e simbolo di sobrietà nello sport capitolino. Sui social si è scatenato il delirio. “Mo va a finì che ha perso perché i laziali gufavano! Cobolli è uno dei tanti che ha fatto il figo sfottendo la Lazio per accaparrarsi qualche tifoso in più”. Parole in libertà che lasciano l’amaro in bocca dopo aver sognato che Parigi potesse tingersi nuovamente di azzurro dopo 50 anni.