Europei, da Milano a Palermo no ai maxi schermi. E a Roma l’Olimpico resta chiuso: «Troppi rischi»

sabato 10 Luglio 13:01 - di Eleonora Guerra
europei maxi schermi

Raccomandata dai virologi e richiamata dalle autorità, in vista delle finale degli Europei di domani tra Italia e Inghilterra vince la linea delle prudenza: in moltissime città sindaci o prefetti hanno vietato i maxi schermi nelle piazze o negli stadi, spaventati dal fatto che i raduni e, ancor di più, gli eventuali festeggiamenti possano trasformarsi in occasioni di contagio e partenze di nuovi focolai.

A Roma l’Olimpico resta chiuso

A Roma, secondo quanto confermato allo stato attuale, ci saranno due maxi schermi ufficiali: a piazza del Popolo e ai Fori imperiali, regolamentati e con ingressi contingentati. È caduta, invece, l’ipotesi di una proiezione all’Olimpico. In tarda serata, infatti, è arrivata la notizia della decisione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. «Non trattandosi di un evento sportivo, ma di pubblico spettacolo e tenendo conto della normativa sulla capienza al massimo avrebbero potuto assistere 1.000 spettatori. Per questo si è valutato di non proiettare la partita all’Olimpico», è stato il chiarimento giunto al termine della riunione in prefettura.

Da Milano a Palermo: no ai maxi schermi per gli Europei

No ai maxi schermi in strada per gli Europei sono piovuti poi da numerose città: da Milano a Venezia; da Padova a Trieste; da Palermo a Cagliari, fino a Sassari. Non solo: spesso le autorità hanno anche emanato ordinanze che richiamano al rispetto delle norme anti-Covid e alla salvaguardia della sicurezza dei cittadini. In pratica, ordinanze anti festeggiamenti. «Cercheremo anche di vigilare rispetto a possibili festeggiamenti», ha annunciato Giuseppe Sala da Milano. «Al termine della partita saremo pronti ad interventi di controllo, ma ovviamente qualunque ordinanza rischia di essere inutile se non c’è senso di responsabilità da parte della cittadinanza», ha avvertito Leoluca Orlando da Palermo.

Galli: «Poco credibile che si possa gioire con prudenza»

«Le esplosioni di gioia, come quella che speriamo di avere domani sono difficilmente razionalizzabili. Quindi l’appello all’attenzione, per quanto necessario, temo serva a poco», ha detto il responsabile di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli. «La gioia, in ogni caso, può essere espressa anche in maniera non pericolosa. In questo momento ammassarsi, anche all’aperto, in grandi numeri, non è davvero consigliabile. Lo dico – ha aggiunto – sperando nella ragione, ma non confidando, purtroppo, che venga applicata in fondo». «Io sono tifoso, ma ragionevolmente tale», ha proseguito, concludendo che «in casi come questi la persuasione è l’unica arma possibile, ma mi rendo conto che la richiesta di gioire con prudenza non ha molte chance di successo».

 

 

 

 

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