Pregliasco, la sua ultima previsione: «Possibile nuovo picco a settembre, come in Gran Bretagna»

mercoledì 9 Giugno 17:50 - di Fortunata Cerri
Pregliasco

«Questa ipotesi c’è». Così all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell’Università Statale di Milano, sul rischio di un nuovo picco di contagi a settembre come sta avvenendo oggi in Gran Bretagna.

Pregliasco: «Apriamo con attenzione»

«Dal punto di vista generale – spiega – quello che si vede nel Regno Unito è la presenza della variante indiana, che potremmo avere anche noi». E poi «la scelta di rallentare la seconda dose per dare maggiore spinta alla vaccinazione, che stiamo facendo anche noi, anche se in modo un po’ più mediato. E quindi le aperture possono dare questo elemento. Io da sempre – ricorda Pregliasco – dico apriamo con attenzione. Abbiamo ancora un serbatoio di mezzo milione di positivi, ovvero persone che possono contagiare altri in varia forma e con varia intensità. Per fortuna, quello che si vede in Inghilterra e che a mio avviso possiamo raggiungere anche qua – sottolinea il virologo Pregliasco – è non avere un gran numero di casi gravi grazie alla vaccinazione dei soggetti fragili. Insomma, l’elemento chiave è il vaccino che potrebbe metterci al sicuro».

«Variante indiana ha “bucato” la prima dose»

Ma allora cosa è successo in un’Inghilterra con una percentuale altissima di vaccinati almeno con la prima dose? «La variante indiana – chiarisce ancora Pregliasco – ha “bucato” la prima dose», che non protegge come il vaccino completo.

Bilancio sui cento giorni di Figliuolo

Pregliasco fa poi un bilancio dei primi cento giorni del commissario straordinario all’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo. «Figliuolo di sicuro ha avuto una situazione più favorevole rispetto ad Arcuri, che ha gestito un momento in cui non c’erano vaccini e quindi molto più complesso. Davvero bisogna valutare il contesto storico». «Per il resto – afferma Pregliasco all’Adnkronos Salute – ben venga quello che si è riusciti a fare. Sicuramente è stato utile il lavoro di coordinamento in modo centralizzato con una facilitazione all’omogeneizzazione al livello nazionale».

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