Covid, Pregliasco: svolta per le cure domiciliari, si studia l’uso di anticorpi monoclonali intramuscolo

sabato 24 Aprile 18:48 - di Prisca Righetti
Pregliasco anticorpi monoclonali intramuscolo

«Stiamo per realizzare uno studio sull’utilizzo degli anticorpi monoclonali per via intra-intramuscolo, da comparare all’uso endovena, già autorizzato, per vedere se questa somministrazione può essere adottata». Il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco, affida all’Adnkronos Salute un aggiornamento sulle nuove acquisizioni in materia di cura del coronavirus. Una notizia che apre all’ottimismo e che, per stessa ammissione dell’esperto, potrebbe semplificare molto le cure domiciliari dell’infezione.

Pregliasco, allo studio l’uso degli anticorpi monoclonali per via intramuscolo

«Se il nostro Comitato etico darà l’ok, partirà uno studio, che è multicentrico», ha aggiunto a stretto giro l’esperto, spiegando che proprio su questa sperimentazione si stanno concentrando gli sforzi dei ricercatori, che sperano «di riuscire subito a reclutare almeno una decina di pazienti. Questa via di somministrazione potrebbe esemplificare le cose», ha infatti proseguito Pregliasco, anche in vista delle cure domiciliari con questi medicinali. In particolare poi, nel nuovo Protocollo sulle cure domiciliari per i pazienti Covid, elaborato dal Dipartimento prevenzione del Ministero della Salute, e atteso a breve, «viene sottolineata la possibilità di avviare i pazienti affetti da Covid di recente insorgenza e con sintomi lievi-moderati, alla terapia con anticorpi monoclonali».

Svolta della ricerca per le cure domiciliari del Covid

Secondo Pregliasco, allora, «è importante rafforzare la vicinanza ospedale-territorio. Quindi l’allerta del medico che deve sempre mantenere il contatto con il paziente positivo. In modo da somministrarli quanto più possibile in fase precoce, in ambiente protetto. Credo sia un elemento da valutare per confermare risultati che sembrano interessanti». Peraltro, il nuovo protocollo prevedrebbe anche un algoritmo per calcolare il livello di rischio di un paziente contagiato da Sars-CoV2. Ma anche una serie di test pratici (del cammino e della sedia) per valutare la presenza di desaturazione sotto sforzo. Mentre l’idrossiclorochina è stata definitivamente scartata e l’eparina ritenuta utile, ma solo a determinate condizioni.

Dal cortisone all’eparina: ecco gli altri strumenti medici utili nelle cure domiciliari

Secondo Pregliasco, dunque, è «fondamentale il monitoraggio e l’attenzione da parte del medico di famiglia». È positivo «l’impiego di cortisone ed eparina ma senza calcare troppo la mano e arrivare a una iper-medicalizzazione». Altrettanto interessante, a detta dell’esperto, l’uso degli antinfiammatori non steroidei (Fans) come soluzione per modulare la risposta immune».

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