62enne rifiuta Astrazeneca davanti a Pregliasco. Che racconta: «Aveva la paura negli occhi»

giovedì 6 Maggio 20:44 - di Milena Desanctis
Pregliasco

«Quel paziente aveva la paura negli occhi. Quando ha saputo che avrebbe ricevuto il vaccino di AstraZeneca ha confessato le sue preoccupazioni. Era veramente spaventato. E nonostante le ampie rassicurazioni ricevute in un lungo colloquio, alla fine ha detto no». Non è riuscito a convincerlo nemmeno un volto noto come il virologo Fabrizio Pregliasco. Il docente racconta all’Adnkronos Salute il suo “dolore” per quel rifiuto che non dimenticherà. «È drammatico constatare il male che può fare una comunicazione cacofonica e scoordinata», sottolinea il medico dopo una mattinata da vaccinatore nell’hub milanese di Novegro. Centro gestito dal Gruppo San Donato a cui fa capo l’Irccs Galeazzi del quale Pregliasco è direttore sanitario.

Pregliasco: «Dolore per un no ad Astrazeneca»

Protagonista dell’episodio «un signore di 62 anni – spiega il docente dell’università Statale di Milano – che si è mostrato molto preoccupato, davvero spaventato, nel momento in cui gli è stato detto che era destinato ad AstraZeneca secondo le indicazioni delle autorità sanitarie. Ha detto di avere avuto situazioni in famiglia che lo avevano angosciato, ha parlato di effetti collaterali pesanti e ha confessato che si aspettava il vaccino di Pfizer. Ho constatato con drammaticità come una persona che si era già seduta sulla sedia, pronta a essere vaccinata, nonostante una lunga disquisizione abbia preferito allontanarsi. È rimasto per un po’ nella sala di attesa. Perché ovviamente gli abbiamo detto di pensarci, non è che siamo qui a vendere pentole», precisa il virologo. «Ma alla fine ha deciso di rinunciare al suo vaccino», ha preferito essere messo in coda.

«Tutti erano sconsolati»

«Non mi stupisce. Ma resta comunque un grande dolore – ripete Pregliasco – che in materia di vaccini, contro Covid-19 ma non solo. Perché già l’avevamo visto con quelli dell’infanzia o altri ancora, ci si focalizzi sui rarissimi eventi avversi più che sugli innumerevoli benefici. E che una comunicazione così insistente arrivi a costruire un convincimento sostanzialmente sbagliato».  «Non solo io – dice il medico – Tutte le persone che erano con me, gli altri operatori e la coordinatrice infermieristica del centro, erano sconsolate. Abbiamo visto con immensa tristezza la paura negli occhi di questa persona».

Nell’hub di Novegro, una capacità vaccinale che arriva a 5mila somministrazioni al giorno, Pregliasco è stato riconosciuto da molti pazienti. Ha parlato con alcuni di loro dell’importanza di proteggersi dal coronavirus pandemico. Poi ha sottolineato il ruolo delle immunizzazioni in generale. «Su 15 vaccinazioni che ho fatto, circa 5 erano con AstraZeneca», stima l’esperto. «Tutti gli altri hanno accettato l’iniezione alzando il braccio con grandissima serenità. Tutti tranne quel signore che non sono riuscito a convincere».

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