Mostri on line, retata in Italia. Tra i pedofili un padre che vendeva i video degli abusi alla figlia

venerdì 25 Giugno 8:06 - di Lucio Meo

La Polizia di Stato ha eseguito un arresto e 17 perquisizioni in diverse province nell’ambito di un’indagine finalizzata al contrasto della pedopornografia online. Tra i pedofili individuati, un trentaduenne bresciano colto nella flagranza del reato di detenzione di ingenti quantitativi di materiale pedopornografico. Dall’analisi forense dei dispositivi informatici trovati in possesso dell’uomo arrestato per pedopornografia, eseguita sul posto dagli investigatori della Sezione bresciana della Polizia Postale, è emerso non solo che l’uomo era particolarmente attivo su una chat in cui venivano condivisi video di abusi sessuali nei confronti di bimbi molto piccoli, ma sono stati rinvenuti filmati autoprodotti che lo ritraevano in atti sessuali praticati nei confronti della propria figlia. E’ la seconda massiccia operazione contro la pedopornografia in rete messa a segno dalle forze dell’ordine.

Migliaia di connessioni di pedofili in tutta Italia

Le indagini, svolte dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano e coordinate dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni (Cncpo) e dalle procure dei Tribunali di Milano e Brescia, traggono origine da una segnalazione del collaterale canadese. Al fine di identificare gli utenti italiani responsabili di diffusione di materiale di pornografia minorile su una nota applicazione di messaggistica istantanea, la Polizia Postale di Milano ha filtrato ed elaborato oltre 6.400 connessioni, riuscendo a individuare 17 persone, che, al fine di restare anonimi sulla rete internet e non incorrere in conseguenze penali, creavano account utilizzando caselle di posta elettronica aperte ad hoc con dati fittizi e accedendo alla rete attraverso reti Wi-Fi ‘aperte’ o connessioni internet intestate a terzi.

I poliziotti grazie all’incrocio di tutte le tracce informatiche e alla geolocalizzazione degli indirizzi telematici, sono riusciti a identificare gli autori dei gravi reati oggetto d’indagine. Nel corso dell’operazione della polizia contro la pedopornografia online sono stati sequestrati 22 smartphone, 3 notebook, 8 hard disk, 4 pendrive usb e 2 tablet (per una capacità di storage complessiva di oltre 15 terabyte), all’interno dei quali sono stati rinvenuti oltre 5.000 video e foto di natura pedopornografica.

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