Ddl Zan, Efe Bal: “Da trans dico che l’Italia non è omofoba. Ecco perché non serve una legge così stupida”

lunedì 31 Maggio 10:17 - di Ginevra Sorrentino
Ddl Zan Efe Bal

«L’Italia non è un Paese omofobo. Perciò non abbiamo bisogno di una legge così stupida, come il Ddl Zan»: e se lo dice Efe Bal il potenziale dell’affermazione vale almeno il doppio. E il perché, la modella di origini turche. Una donna trans che vive nel Belpaese da 21 anni e che ha il passaporto italiano da 15. Lo spiega a chiare lettere in un’intervista rilasciata a La Verità in cui, tra l’altro, dichiara: «Vivo in questo Paese da 21 anni e faccio la prostituta. Dovrei essere già morta, se fosse vero quello che dicono i sostenitori del ddl Zan». E cosa dicono, chiede provocatoriamente il giornalista? «Che l’Italia è un Paese omofobo. Transfobo. Razzista, che si respira odio nell’aria». E non è vero? «No. Io vivo felicemente in pieno centro a Milano, nello stesso palazzo da 21 anni. Tutti mi conoscono. E tutti mi hanno accettata. L’Italia è un Paese meraviglioso, in cui basta veramente poco per vivere tranquillamente».

Ddl Zan, Efe Bal: «L’Italia non è un Paese omofobo»

Basterebbero anche queste poche affermazioni per chiudere il discorso esaurientemente. E invece Efe Bal continua a rispondere. A chiarire il suo punto di vista: un’opinione libera e serena, di parte ma non partigiana. Obiettiva e scevra da ogni condizionamento ideologico perché basata su un’esperienza di vita raccontata con oggettività e schiettezza. Una sincerità spiazzante, che porta la donna trans a esprimersi liberamente pur confrontandosi su un tema che la riguarda da vicino. E sul quale, per esempio, a rispondere alla domanda che l’intervistatore le fa: «Ma si sa perché i piddini vogliono il Ddl Zan e lo ius soli?», con un secco: «Perché gli italiani non li votano più. E allora sperano nei gay e negli stranieri».

«Il Pd insiste sul Ddl Zan perché gli italiano non lo votano più»

Dunque, in poche parole, a giudizio di Efe Bal, il Pd insisterebbe sul Ddl Zan per meri motivi di opportunismo partitico. E così, al giornalista che chiede alla sua interlocutrice i motivi che la portano a pensare che quella proposta dai dem sia una legge inutile, e perché questa famigerata “emergenza odio” tanto sbandierata dalla sinistra e da attivisti come Luxuria, non sia in realtà il vero motivo fondante dell’iniziativa, la modella risponde: «Mi dà fastidio chi parla dell’Italia in questi termini. A partire da Vladimir Luxuria, che dovrebbe ringraziare questo Paese per avergli consentito di essere il primo transgender in Europa eletto in Parlamento». E a stretto giro aggiunge anche: «Se i gay non sono felici, prendano un aereo e vadano nei Paesi musulmani Magari si vergogneranno di parlar male dell’Italia. Sa che c’è? Dovremmo essere tutti dei populisti». Dei populisti? Chiede sbigottito l’intervistatore. E la replica è diretta come sempre: «Nel senso che dovremmo amare questo Paese, in cui viviamo liberamente e senza tabù».

Efe Bal, una figura fuori dagli schemi degli attivisti Lgbt

Tanto che, poco più avanti, Efe Bal conferma: «Io vedo un grande rispetto nei confronti di queste persone». «Architetti, attori, cantanti: in molti fanno coming out, e noi li amiamo a prescindere. Avrei capito 30 anni fa. Ma ora queste persone hanno tutto». Ma tutto cosa? «Applicazioni come Grindr per trovare un compagno o semplicemente per un’avventura. Hanno locali, alberghi, ristoranti, villaggi, stradine, quartieri. Che altro vogliono?». Più rispetto, incalza il giornalista. «Guardi che molto spesso sono proprio gli omosessuali a litigare e a offendersi tra di loro. Che facciamo? Li puniamo perché sono omofobi?», risponde Efe Bal… Ed è chiaro che per lei rispettare non vuol dire condividere pienamente e basta. E così, per esempio, sul gay pride l’intervistata commenta: «Non partecipo a quelle manifestazioni. Non è che al gay pride si presentino in modo da far capire che sono degni, che so, di adottare un bimbo e farlo crescere bene. Ho una foto che parla da sola»… (e noi non ne riporteremo la descrizione ndr)…

«Stanno prendendo di mira molti omosessuali che non sono d’accordo con il Ddl Zan»

Piuttosto, Efe Bal ha partecipato a una manifestazione di Milano targata Pro vita: un’associazione contraria alle nozze gay. Contraria all’ideologia gender. E per la quale i bambini hanno diritto a una mamma e un papà. La domanda sorge spontanea: Lei è d’accordo con loro? «Mi preoccupa quello che può succedere, a scuola, a un bambino che non ha una famiglia normale». Insomma, come sottolinea La Verità, rispetto agli standard degli attivisti Lgbt, Efe Bal sarebbe proprio un’omofoba. E in effetti, la diretta interessata a riguardo sottolinea: «Stanno prendendo di mira molti omosessuali che non sono d’accordo con il Ddl Zan».

Perché il Ddl Zan mette in pericolo la libertà d’espressione

Figuriamoci lei che, per sua stessa ammissione, «sostiene la destra e Matteo Salvini». «Su questi argomenti – ammette candidamente – ormai condivido le idee di Mario Adinolfi». Che sul tema degli sportivi trans riabilita Trump e la sua condotta. E che, sulla proposta di legge contro l’omotransfobia rileva: «Restiamo liberi di esprimerci». Perché, il Ddl Zan mette in pericolo la libertà d’espressione? «Sì. Quando vedo un bambino, voglio poter chiedere se somiglia a mamma e papà. Ricordiamoci di una cosa: tutti i froci, gli omosessuali, transessuali, bisessuali, tutte le lesbiche del mondo sono nati da una famiglia tradizionale. Io ho una mamma e avevo un papà, che purtroppo è morto di Alzheimer. E anche Vladimir Luxuria è nato da un papà camionista e da una mamma casalinga». E poi, conclude, «le famiglie arcobaleno: chi le tocca?»...

 

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