Ddl Zan, Cirinnà accusa Ostellari: fa ostruzionismo. La replica: basta bugie e pretendere scorciatoie

martedì 18 Maggio 20:15 - di Bianca Conte
Ddl Zan Cirinnà Ostellari

Si accende lo scontro sul Ddl Zan. L’ultimo in ordine di tempo tra la senatrice Pd Monica Cirinnà e l’esponente del Carroccio, Paolo Ostellari. «Fai ostruzionismo» accusa la dem. «Basta bugie e basta pretendere scorciatoie», replica lapidario il leghista. E tutto mentre il dibattito sulla legge si fa sempre più incandescente. Allargando alla platea dei suoi detrattori frange di post-femministe e illustri dissidenti del Pd in aperta polemica con il disegno di legge contro l’omofobia presentato dal collega dem. E proprio mentre, dal fronte dell’opposizione, il senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni, vicepresidente della commissione Giustizia conferma che «Fratelli d’Italia ha sottoscritto il disegno di legge 2205, a prima firma della senatrice Licia Ronzulli, alternativo al ddl Zan. E ciò al fine di condannare ogni genere di discriminazione e violenza, ma senza lasciare spazio alle forzature della ideologia gender contenute nel testo del deputato Zan». Insomma, mentre la discussione ferve fuori e dentro le aule del Palazzo, la senatrice Cirinnà comincia ad alzare la voce…

Ddl Zan, Cirinnà accusa Ostellari di ostruzionismo: “Continua a rallentarne l’iter”

La senatrice punta ad arrivare a meta con Ddl Zan. E, contrariamente a quanto il dibattito politico democratico prevede, senza troppi se e ma da frapporre sul cammino. Un cammino di cui i sostenitori accaniti della legge proposta dall’esponente dem, vorrebbero arrivare a capo in tempi brevi. E, se possibile, riducendo spazi al contraddittorio e delegittimando sul nascere altre proposte che viaggiano parallelamente al “sacro testo” del Pd. L’ultima occasione utile, allora, è quella della polemica ingaggiata dalla senatrice Cirinnà con il presidente della commissione Giustizia, il leghista Paolo Ostellari. Che l’esponente del Pd accusa di aver fatto uno “strappo al regolamento” per rallentare i lavori della commissione e l’iter del disegno di legge contro l’omofobia presentato dal Partito democratico.

La decisione di Ostellari: il Ddl Zan e il Ddl Ronzulli cammineranno parallelamente

Così, in una pausa dei lavori dell’organo riunito alla biblioteca degli Atti Parlamentari a palazzo della Minerva sul testo contro l’omofobia, la Cirinnà parte lancia in resta: «Nonostante le ripetute richieste di voto sull’ordine dei lavori – riferisce la senatrice Pd – Ostellari impedisce di abbinare il testo presentato dalla senatrice Ronzulli, con il Ddl Zan». Poi aggiunge: «Abbinare o non abbinare i due testi in realtà non serve a nulla, perché significa che le audizioni e la discussione generale, invece che svolgersi solo sul ddl Zan, si svolgeranno anche sul testo Ronzulli. Questo tuttavia non predetermina la scelta del testo base. Quindi Ostellari sta facendo una forzatura inutile perché non può cantare vittoria e sostenere che il testo Ronzulli è stato incardinato. Non facendoci votare hanno di nuovo fatto uno strappo all’art. 51 del regolamento, rifiutando un legittimo voto della commissione e avviando audizioni e discussione generale su due testi».

Applicato l’art. 51 del regolamento del Senato: congiunti il Ddl Zan con il Ddl Ronzulli-Salvini

L’accusa lanciata a viva voce dalla Cirinnà è di ostruzionismo. E ci mancava solo questa all’elenco delle recriminazioni fantasiose, quanto numerose, mosse dai sostenitori del Ddl Zan e contro chi, anche all’interno della stessa sinistra, si “permette” di avanzare dubbi e contro-proposte. E infatti, al quanto arbitrariamente, la Cirinnà incalza e sentenzia: «È chiaro che se si dovesse decidere di andare in aula, lo si farà senza relatore ma sul ddl Zan, che è il testo già votato alla Camera. Sempre dalla Camera noi abbiamo chiesto che vengano acquisite le audizioni fatte nella prima lettura a Montecitorio, per non avare doppioni. Ma, soprattutto, chiediamo un calendario certo di audizioni per sapere quando inizieranno e quando finiranno. La commissione – conclude quindi la Cirinnà – deve lavorare con tempi certi. Se i tempi certi non ci sono, vuol dire che si sta facendo solo e soltanto ostruzionismo». Insomma, esige tutto e subito…

Ddl Zan, Cirinnà contro Ostellari. La replica del leghista: «Basta bugie e pretendere scorciatoie»

La replica non si fa attendere. E arriva dallo stesso Ostellari che, in qualità di presidente della commissione Giustizia al Senato. E scatenando le proteste del centrosinistra che ha parlato senza mezzi termini di “strappo al regolamento”, fa sapere che: il Ddl Zan già approvato dalla Camera e il testo presentato dalla senatrice di FI Licia Ronzulli, cammineranno parallelamente nella commissione da lui presieduta a Palazzo Madama. Una decisione che il presidente Osatellari spiega rilevando: «Oggi in commissione Giustizia ho applicato l’art. 51 del regolamento del Senato e quindi ho congiunto il Ddl Zan con il Ddl Ronzulli-Salvini, che saranno trattati insieme». E ancora: «I regolamenti esistono per tutelare anche chi non li conosce. Mi spiace per chi grida allo strappo, certificando una certa ignoranza delle regole. O, peggio, la volontà di trasgredirle. Basta bugie e basta pretendere scorciatoie. Proseguiamo il dibattito serenamente. La democrazia funziona così».

Mirabelli (Pd) contraddice la Cirinnà: “Il cammino parallelo dei due testi non rallenterà l’iter”

Del resto, che quella stabilita sarà una procedura che non nuocerà al cammino del Ddl Zan, lo conferma anche il vice presidente del gruppo Pd Franco Mirabelli. Il quale, in una dichiarazione all’Adnkronos, ha puntualizzato che: «Il cammino parallelo dei Ddl Zan e Ronzulli in commissione Giustizia al Senato, non rallenterà l’iter della legge che contrasta l’omotransfobia, già approvata dalla Camera. La tabella di marcia – spiega Mirabelli all’agenzia di stampa – verrà rispettata: entro fine giugno la commissione Giustizia completerà il proprio lavoro e il testo (“che sarà il ddl Zan”, ha sostenuto l’esponente dem), potrà approdare in Aula a luglio.

«Che i testi siano uno, due o tre non cambia nulla»

Dunque, «non ci sarà nessun allungamento dei tempi», rassicura i suoi Mirabelli. Quella di oggi – prosegue poi il vice capogruppo dem riferendosi all’esito della seduta della commissione Giustizia – è stata una riunione interlocutoria. Nella quale noi avevamo posto due temi. In primis votare sulla congiunzione dei testi Zan e Ronzulli. Ostellari si è rifiutato. Il secondo punto era chiedere tempi certi per la discussione. Che i testi siano uno, due o tre non cambia nulla. Ci saranno le audizioni, il cui elenco è già stato presentato».

 

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