Sofri, melodramma su Pietrostefani martire: può morire nelle unghie distratte dell’autorità

mercoledì 28 Aprile 20:40 - di Redazione
Sofri

Adriano Sofri, condannato come mandante dell’omicidio Calabresi assieme a Giorgio Pietrostefani, soccorre l’antico compagno con un intervento sul Foglio: “Mercoledì mattina un’operazione congiunta di polizie e intelligence francesi e italiane – una retata, in ora antelucana, come da regolamento – ha portato all’arresto di 7 ex terroristi’ a Parigi. Bravi! E adesso che ve ne fate?“.

Sofri: Pietrostefani è il piatto forte della retata in Francia

E continua osservando che è Giorgio Pietrostefani, “già condannato a 22 anni come mandante dell’omicidio Calabresi“, il “piatto forte” della retata in Francia. “I titoli ne sono così inebriati – aggiunge – da dimenticare ancora una volta che i giudici del nostro processo, pur temerari, rinunciarono a invocare nei nostri confronti l’aggravante del terrorismo”.

Sofri: ho paura che muoia nelle unghie distratte di questa fiera autorità

Su Pietrostefani scrive ancora: “Da quando ho ricevuto la notizia del suo arresto sono combattuto fra due sentimenti opposti, quasi cinici: la paura che muoia nelle unghie distratte di questa fiera autorità bicipite transalpina e cisalpina, e un agitato desiderio che torni in Italia. Un desiderio da vecchio amico, e anche lui è vecchio, forse ce l’ha anche lui un desiderio simile”.

Pietrostefani ha una condizione sanitaria a rischio

“La sua condizione sanitaria è cronicamente arrischiata, e il suo avvocato provvederà, o avrà già provveduto, a documentarla al giudice. Vive di lunghi ricoveri regolari e di improvvisi ricoveri d’urgenza, oltre che di quotidiani farmaci vitali. Ha in programma di qui a poco un ennesimo intervento di riparazione nel suo ospedale parigino”, scrive ancora Sofri.

Chi è Giorgio Pietrostefani

Pietrostefani è stato il fondatore con Adriano Sofri di Lotta Continua. Figlio di Stanislao Pietrostefani, prefetto di Arezzo, negli anni ’60 aderì al movimento studentesco e poi fondò con Adriano Sofri il gruppo di sinistra extraparlamentare Lotta Continua, di cui fu responsabile in capo del servizio d’ordine. Laureato in architettura, dopo la fine del periodo degli anni di piombo, abbandonò l’ideologia marxista, rinnegò come “fanatiche” molte delle idee precedentemente professate, e divenne dirigente d’azienda alle Officine Meccaniche Reggiane fino al 1988, quando fu arrestato la prima volta.

È stato condannato a 22 anni di carcere come mandante dell’omicidio Calabresi, del quale si è sempre dichiarato innocente. Ha scontato solo due anni di pena per poi fuggire in Francia, protetto dalla dottrina Mitterrand.

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