La “dolce vita” del terrorista Pietrostefani, latitante in Francia con la pensione dall’Italia

30 Gen 2019 12:46 - di Angelica Orlandi

Lo Stato italiano paga la pensione al latitante Giorgio Pietrostefani. E’ il risultato choc dell’inchiesta di copertina del settimanale Panorama. La “dolce vita”  dei terroristi che sono all’estero per sottrarsi dalle maglie della giustizia italiana è tornata sotto i riflettori dopo l’arresto di Cesare Battisti. Panorama dedica uno spazio particolare alla vicenda assurda di Giorgio Pietrostefani, latitante in Francia e condannato per l’omicidio del commissario Calabresi: ebbene,  vive con una pensione pagata dall’Inps di 1500 euro. Alla faccia dei pensionti sociali e di quelli che sono al minimo pensionistico. Pietrostefani percepisce un assegno dall’Istituto di previdenza sociale «in quanto titolare di una pensione di vecchiaia dei lavoratori ex Inpdai».

La vedova di Calabresi prende solo 400 euro

Non è uno scherzo. Per poter ottenere l’assegno il terrorista latitante ha versato in Francia, dal 2000 al 2015, 12000 euro ogni anno per pagare i contributi previdenziali e quindi accedere ad una convenzione tra Francia e Italia che permette poi l’erogazione dell’assegno previdenziale. Come vogliamo chiamarlo, uno schiaffo? Una beffa? Condannato per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi, Pietrostefani ha trovato rifugio in Francia come tanti altri terroristi italiani e gode ancora della famigerata “dottrina Mitterrand”. Qui ha svolto la professione di archietetto ed è stato anche dirigente di azienda con un ufficio in pieno centro a due passi dal museo del Louvre. Col riscatto degli anni universitari e con i contributi versati quando lavorava in Italia è riuscito ad ottenere la pensione che ammonta a 21.740 euro netti all’anno. Non ha saldato mai i conti con la giustizia. Il tutto mentre, sottolinea Panorama, la vedova del commissario Calabresi, Gemma Capra, percepisce una pensione di reversibilità di 400 euro. Vergona assoluta.

Commenti

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  • Zironi Giuseppe 30 Gennaio 2019

    E’ opportuna la presentazione urgente di un esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica di Roma nei confronti di Tito Boeri, quale massimo responsabile pro-tempore dell’ INPS, per il reato di favoreggiamento della latitanza di un terrorista omicida condannato all’ ergastolo.
    Pure andrebbe sollecitata l’ azione della Corte dei Conti per l’ ovvio danno erariale.
    A poco serve la polemica, per quanto pienamente giustificabile.

  • Zironi Giuseppe 30 Gennaio 2019

    I terroristi rossi si dichiararono in guerra contro lo Stato italiano. Di conseguenza la Francia che da sempre gli ha protetti è compartecipe di un atto di guerra nei confronti dell’ Italia che, in base agli accordi di mutua assistenza NATO, dovrebbe chiedere un forte e solidale intervento contro la Francia, quale sanzioni economiche e spiegamento di armi nucleari al confine francese. Se la NATO e gli USA ignorassero il problema, è da valutarsi l’ uscita dell’ Italia dalla NATO, con immediato allontanamento delle basi USA dal territorio nazionale e chiusura dello spazio aereo e delle acque territoriali; passo successivo potrebbe essere negoziare un accordo di alleanza con la Russia.